Uno schermo al posto del dromedario. Vedere i Mondiali di calcio a Bethelehem

Voglio conoscere il proprietario del vecchio Bahamas Cafè di Bethlehem. E affidargli ‘la comunicazione’ di Erodoto108. Dove lo trovo uno così…Sta in ‘periferia’ questo locale, cinquanta metri dal check point numero 300.

Il Muro gli ha sbarrato ogni orizzonte. Ha chiuso ogni panorama al suo locale. Lo hanno costruito a tre metri dalla sua veranda-sala da pranzo. E, allora, lui ha usato le lastre di cemento, alte otto metri, come supporto per il suo menù. Ti sedevi e leggevi, occhi in su, quanto la cucina offriva. Poi ha avuto un’idea geniale: ha cambiato il nome del suo locale, e ha appeso al Muro una piccola insegna nera: ‘The Wall. Steak House’.

Banksy. Davanti all’Hotel Intercontinental di Bethelehem

Infine precorre con i tempi: purtroppo ha dovuto cancellare un bellissimo dromedario nero che zampettava fra i lastroni di cemento e ha dipinto con dieci pennellate una sorta di lenzuolo bianco. E’ come se lo avesse steso davanti ai suoi tavolini. L’ho guardato immalinconito per il dromedario. E’ un grande schermo. ‘Ci sono i mondiali….’, mi dicono in fretta. I ragazzi di Bethlehem verranno qui a vedersi le partite.

Accanto al Muro, oramai, si parcheggiano le auto. Fa parte del paesaggio urbano della Palestina e di Israele. E alla Wall Steak House se ne fa un uso alternativo.

Bethlehem, 25 febbraio 2014