Il 3 ottobre del 2013 a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa vicinissimo al porto, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea, provocando 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti. Il 3 ottobre è un giorno di lutto e dimemoria. “La memoria è un atto politico” scrive il collettivo Askavusa di Lampedusa preparando il suo momento di ricordo nell’isola, il 3 ottobre, in Piazza Brignone con la proiezione del documentario Antonio Maggiore.
A Lampedusa si è chiuso ora la VII edizione del Festival organizzato dal Collettivo Askavusa che quest’anno ha cambiato volto: non un contest di film a tema ma un momento di riflessione su quello che sta accadendo nel Mediterraneo grazie al Forum Controfrontiere, che ha messo a confronto decine di realtà nazionali che si occupano del tema delle migrazioni. L’attività del Collettivo va avanti per tutto l’anno e si può sostenere questi uomini e donne nel loro percorso di resistenza con una campagna di crowfunding uno spazio di lotta, memoria e storie di mare al centro del Mediterraneo.

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