La dove finisce la terra

La dove finisce la terra

Testo di Sandro Abruzzese

Aliano comincia dove finisce la terra e rimane soltanto l’argilla.

E il vento soffia sempre alla stessa ora, in queste sere di fine agosto. Si aspetta l’alba nel suo anfiteatro naturale, verso le piramidi e le colonne appuntite d’argilla.

Don Carlo scriveva che gli unici animali allevati dai contadini erano le capre, capaci di nutrirsi col poco di quella polvere arsa. Poi un giorno arrivò lo Stato, applicò la tassa sul bestiame, allora per un anno si mangiò la carne che non si era mai vista prima.

Ma i contadini erano abituati alla iattura, qualunque nome avesse. Poteva trattarsi di fame, malaria, carestia, oppure poteva essere Roma, era lo stesso.

Palcoscenico-calanchi per Ulderico

Palcoscenico-calanchi per Ulderico

Si aspetta l’alba ad Aliano e si celebra l’utopia di un Meridione che inverte la propria sorte con l’aiuto della musica e della poesia. Si dorme insieme nelle piazze, e ognuno ha un motivo diverso per stare qui, dove finisce la terra e comincia l’argilla. Carmen e Omar si abbracciano, lei studia architettura e sogna che i borghi abbandonati si ripopolino. Giulio ha trent’anni, viene da Bologna, di solito gira il mondo per via della fotografia. Poi c’è Deborah, responsabile di una cooperativa genovese per il commercio equo e solidale. La gente si conosce, incontra, discute.

Già, innamorarsi

Già, incontrarsi

Qualcosa sembra possibile, ma guai a illudersi. Siamo ad agosto. Si sa che l’estate passa e i problemi rimangono. Lo sa bene Gigi, in un angolo del borgo prepara la sua pessima sangria, tra un bicchiere e l’altro rimpiange il giorno che è tornato dalla Scozia e racconta storie dell’Europa che ha girato. Storie di donne, di sesso. Storie di chi ama raccontarsi storie. Per adesso, non resta che prendersi quello che resta di questa parte di mondo più simile alla luna che alla terra.

Il canto delle donne

Il canto delle donne

Mentre preparo i bagagli, ripongo il sacco a pelo, una strana amarezza mi dice che c’è qualcosa di quasi religioso nelle persone che sono venute qui, mescolandosi alla gente di Aliano. Avrebbero potuto scegliere Berlino, Londra, invece hanno preferito questa remota parte d’Italia, dove finisce la terra e comincia l’argilla.

Le parole di Aliano

Le parole di Aliano

Hanno scelto un tempio, una cerimonia che ricorda una civiltà finita nelle sue valigie di cartone. Aliano è l’altare spoglio che ricorda un tempo lontano. Basta non illudersi che sia altro e dirsi che siamo delle semplici, a volte affrante, ma sempre delle inutili, comparse.

Aliano, 24 agosto