testo di Luana Salvarani

CTA TRAINS.

La cosa più ovvia, che colpisce immediatamente chiunque arrivi a Chicago, è la splendida e capillare rete di treni metropolitani (“L”) che NON passano, o non sempre, sotto la città. Un reticolo di sopraelevate che, da sopra, ti fanno attraversare la città in modo panoramico (il giro meraviglioso detto “Loop” va fatto e rifatto per capire come è fatta, architettonicamente, la zona centrale) all’altezza circa di un terzo-quarto piano di condominio e, viste da sotto, la solcano con ponti ferroviari bianchi e rugginosi che creano ovunque, sotto di essi, piccoli spazi suburbani con erba, a volte bidoni, parcheggi improvvisati, depositi di attrezzi, come piccole oasi di sregolatezza nel cuore della città. Ovviamente è un’apparenza, guardie sorridenti ma molto massicce presidiano linee e stazioni.   chicago_train_1La cosa che impressiona di più è quanto siano antiche, e resistano, le strutture. Ferro, caro vecchio ferro, bulloni e tanto legno. Il treno passa dietro il mio appartamento a Lakeview (è la Red Line, quindi giorno e notte), ed è rumorosissimo per essere un treno cittadino. Scricchiola, cigola, è vivo. Scommetto che in una città italiana farebbero comitati cittadini per lamentarsi. Che fessi! E’ efficientissimo, all’interno carrozze pulite, linde, senza fronzoli, a parte la solita, tremenda aria condizionata a 17 gradi che mi condannerà alle felpe e ai pantaloni lunghi per l’intero soggiorno nel torrido agosto chicagoano.

Take the “L” train, oppure non prendetelo, guardatelo solo, ascoltatelo, è troppo bello.

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