Testo di Greta SempliciAndrea_Semplici151013_00001

Sono principalmente bambini. Maschi quelli che scavano. Femmine quelle che si piegano ad angolo acuto e trasportano l’acqua. I colori dominanti sono il giallo delle taniche di plastica ed il verde marcio delle pozze d’acqua scavate. Il paradosso di queste terre secche e aride é che l’acqua non manca. L’acqua, invisibile, scorre sotto terra. Otto, dieci metri di profondità. Chi é bravo riesce anche a sentirne il rumore. Il liquido motore della vita, urla dal profondo baratro terrestre per scoppiare al cielo. Chi é meno bravo ne segue le tracce percettibili: un ciuffo d’erba bruciato al sole, un gruppetto di capre decrepite e confuse che camminano avanti e indietro nel solito pezzetto di terra, qualche macchia piu’ scura sulla sabbia. E poi si scava.

File di taniche si allineano. Apparentemente c’è un ordine. Buche profonde lacerano la terra secca finche non si tocca la melma impastata di sabbia e acqua. Si continua a scavare finche non si crea una buca capace di filtrare l’acqua dalla terra. Si cominciano a riempire le taniche. Saranno quaranta gradi. L’acqua si mischia alle gocce di sudore. In cima, al livello del mondo, le bambine pazienti si piegano, allungano il corpo spigoloso, e si piegano, si piegano, si piegano. Ora eccole che camminano in fila verso casa o verso il mercato con le taniche sulla testa. Qualcuno ha una bicicletta, che trasporta a mano. Piano spariscono nella stessa vaniscenza del loro esistere.

La geometria della fatica ha movimenti costanti e ripetuti ed angoli acuti. La geometria della fatica esiste in uno spazio fisico ben definito e segue delle regole precise. Scandisce la giornata. Impegna la mente. Crea legami importanti.

In Turkana solo il 29% della poplazione ha accesso alle così dette fonti di acqua sicure, che poi è tutto da discutere. Le principali fonti d’aqua sono questi pozzi scavati a mano nella sabbia e i fiumi, quando non spariscono come se fossero stati solo un’illusione.

Noi pensiamo che si risolva tutto con un pozzo invece che imparare dagli anziani la saggezza della sopravvivenza. Un dato che non viente riportato: la gente in Turkana muore di fame, non di sete.