L'uomo della bilancia

L’uomo della bilancia

Centro di Tirana, il grande viale fra piazza Skanderberg e l’Università, la piazza Madre Teresa. Sulle guide vi è scritto: questo è il Boulevard.
Lampioni a sfidare il buio. Bei parchi. Alle spalle dell’uomo c’è il Dajti, il vecchio albergo del regime in rovina. Anni fa ho mangiato là dentro: c’erano camerieri di altre epoche, si avvertiva la fine nell’aria. Oggi è un palazzo che viene giù a pezzi, ma già ci sono i cartelli che annunciano la resurrezione. Cartelli che parlano di grandi progetti. Agenzie internazionali hanno messo gli occhi su questo rudere immenso.

Dove andrà allora l’uomo con la bilancia? E’ lì, immobile, con il suo cappello e le mani poggiate sulle ginocchia. Ci guarda. Non c’è nessuno a passeggio nella notte.

Lasciamo un euro per pesarci e per una foto. L’uomo sorride, ma poi china il naso fino alla moneta. Per accertarsi se stasera mangerà o per capire se sono centesimi di lek. Ha un sorriso timido. Dove tornerà a dormire stasera?

Comincia ad arrivare il freddo a Tirana. Non passa molta gente da qui. I ragazzi stanno nella movida del Bllok, non certo in questo lungo viale senza caffè, né negozi. Quale è la tua storia? Come torni a casa con la bilancia sottobraccio? Ha un ombrello appeso alla cancellata. Come è la tua casa? Un piccolo letto in una stanza umida, forse attorno al bazar, vecchie coperte militari, forse una piccola stufa elettrica. Se così è, non abiti lontano. Ma potresti vivere anche nei condomini della periferia e allora è un viaggio.

Abbiamo lasciato la macchina in un cortile di calcinacci. Dietro un cancello c’è una casa quasi diroccata. Là vive un uomo- custode-parcheggiatore sedentario. Indossa sempre una tuta e dorme in un edificio malandato, invisibile perché accerchiato da palazzi a cinque piani. Lui vende per due euro a notte il suo cortile per custodire le macchine di chi dorme negli alberghi. Assomiglia all’uomo che sto fotografando sul Boulevard.

La bilancia dell’uomo è truccata. Troppo generosa per il mio peso.