Testo e foto di Andrea Semplici

Alfredo, il poeta e il sarto

Alfredo, il poeta e il sarto

‘Il sarto trasforma la realtà. Come un poeta’. Alfredo ha cominciato a lavorare come sarto a dieci anni. Suo padre era sarto e lui era il primogenito. Il sarto conosce il tessuto, lo sfiora, lo cambia. Una tela ha solo due dimensioni: la lunghezza e la larghezza. Con le forbici e la macchina da cucire il sarto dona la profondità e la rotondità. Crea una camicia, dei pantaloni, una giacchetta. E l’uomo e la donna che indossano questi abiti si sentono diversi, allegri, orgogliosi. Eleganti. Sono cambiati. E’ la materia che ha preso un’altra forma. Il poeta fa la stessa cosa. Usa le parole, ma trasforma la realtà attorno a sé. Le persone che lo ascoltano, quelle che lo leggono a voce alta, quelle che appena mormorano i suoi versi cambiano. Hanno altri occhi per la realtà, si lasciano trasportare in un altro luogo. Qualcosa è successo, sono stupiti.

I miei pantaloni

I miei pantaloni

Alfredo è un sarto e un poeta.

Le mani di Alfredo

Le mani di Alfredo

Questa mattina ha fatto l’orlo ai miei pantaloni e mi ha regalato il suo ultimo libro di poesie.