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Zahia al-Hawia, quattro anni, bambina di Gaza, ogni mese viaggia per 176 miglia. Ha bisogno di cure. Vuole sopravvivere. Soprattutto perché vive in terra di guerra.

M., 65 anni, ha percorso 1691 miglia per trovare l’ultima pace in una clinica svizzera. M. non aveva più speranze, voleva solo morire. Per porre fine alla sua vita, ha dovuto risalire tutta l’Italia.

Felipe Rodriguez, 48 anni, peruviano, ha percorso 120 miglia nella foresta per raggiungere un luogo di salute e qualcuno che potesse curarlo.

A Nogales, cittadina messicana sulla frontiera con gli Stati Uniti, si assiste a una migrazione a rovescio: sono cittadini americani a varcare quel confine per cercare un’assistenza medica a prezzi accettabili per le loro possibilità.

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Il viaggio di Gabriele

La salute non è un diritto per tutti. Ogni giorno, nel mondo, centinaia di migliaia di persone si mettono in cammino per raggiungere un medico, un infermiere, una cura. Anche M. che vuole solo la morte ha bisogno di un aiuto. Gabriele, 27 anni, disabile, ogni mese percorre 300 miglia perché, per fortuna, c’è qualcuno che si occupa della sua sessualità.

Molte cose uniscono la bambina palestinese all’uomo del Perù, il ragazzo italiano alla donna nigerina che ha il corpo spezzato. La malattia, il bisogno, la necessità di un aiuto, certo. L’assenza di un soccorso, di un ospedale, di un medico, sicuramente. Ma questi uomini e donne vogliono una speranza (persino M, la vuole).

Destination Hope

Viaggio in Benin

I fotografi di Parallelozero, una delle migliori agenzie italiane di fotoreportage, hanno percorso il mondo sulle tracce di questa speranza. Adesso, dopo due anni di lavoro e chilometri, Destination Hope è diventata una grande mostra-racconto. 120 fotografie (di Simone Cerio, Bruno Zanzottera, Alessandro Gandolfi, Sergio Ramazzoti, Paulo Siqueira) con la narrazione di tredici storie. La mostra verrà inaugurata il 25 settembre a Roma. A Palazzo Braschi. Nell’ambito del Festival della Letteratura di Viaggio. Vi rimarrà fino al 9 gennaio del 2015.

Destination Hope è un progetto ambizioso. Ha bisogno di risorse. Parallelozero ha lanciato un campagna di crowfunding. Si può partecipare a questo progetto dando una mano: la piattaforma di raccolta fondi è qui.