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Testo e foto di Annalisa Marchionna

L’Ile des Saintes è una montagna nel mare dei Caraibi. Fa parte di un piccolo arcipelago. A quindici chilometri da Guadeloupe. E’ un paradiso, una cresta in mezzo al mare, anse e porticcioli, e minuscoli isolotti sparsi tutti intorno. L’isola è abitata dai discendenti dei Normanni. Vi erano arrivati nel 1700 ingaggiati come militari dalla Francia, intenzionata a difendere le sue isole di oltreoceano dall’avanzata inglese.I  discendenti di quei soldati non sono mai andati via. Nell’800 fu firmato l’armistizio con l’Inghilterra e loro decisero di rimanere a Les Saintes. Hanno capelli biondi e vivono di pesca e turismo.

All’arrivo in porto siamo accolti da donne con i panieri stracolmi di un dolcetto fatto in casa: ‘le soupir d’amour’, il sospiro d’amore… Non si trova nei negozi, è un appalto unico di queste signore di mezza età dai capelli biondi divisi in trecce. Il nome ovviamente nasconde una storia. In un passato non troppo lontano gli uomini dell’isola partivano sulle loro barchette a remi per andare a pesca. Il mar dei Caraibi è capriccioso, qui le tempeste arrivano violente e improvvise, le correnti sono forti e difficili da contrastare con quelle piccole barchette, gli scogli e le falesie sono dovunque, e mortali…

Le donne, rimaste a casa, passavano un gran brutto momento fino al ritorno dei mariti la sera. E così, armate solo di piccoli e poveri strumenti, trascorrevano la giornata preparando il dolce. Con un ramo di corallo dalla trama sottilissima setacciavano la farina di manioca, con un altro simile a radici cristallizzate sbattevano le uova per ore e ore (un sacco di ore!), fino a quando non diventavano come la spuma del mare. Con la legna, raccolta sui pendii ripidissimi, accendevano il fuoco, e arrampicandosi sulle palme sceglievano le noci di cocco migliori, da cui grattavano la polpa bianca per il cuore tenero del soupir. Così, quando alla sera i mariti annunciavano il loro ritorno suonando i lambis, le conchiglie giganti dei Caraibi, le mogli si precipitavano al porticciolo ad accoglierli, ponendo loro il dolce tra le mani e pronunciando la frase di rito “ecco amore mio, con questo soupir ti dimostro quanto ho pensato a te tutta la giornata, come ti ho dedicato tutto il mio tempo e quanto vale il mio amore!”