Testo e fotografie di Andrea Semplici

Consigli casuali. Luoghi in cui sono entrato e ne sono rimasto contento. Tutto qui. Ci accompagnerei amici, se solo fossi capace di ritrovarli. Luoghi di Istanbul.

Tram per Taksim

Tram per Taksim

 

Gli spiedini

Niente di straordinario. Un luogo normale. Una casa malandata a due piani, una scala a chiocciola che non si sale se appesa alla spalla avete una borsa. Luogo della domenica: avete passeggiato per il mercato di Tarlabasi, vecchio quartiere di greci e armeni, oggi abitato da profughi siriani, rom, immigrati africani. Bello il mercato della frutta. Yörem arrostisce i suoi kebap in una stradella a lato dell’ultima piazzetta di Tarlabasi, poco prima del sovrappasso che conduce al mercato dei rigattieri. Ho un indirizzo (che non vi servirà): Bülbül Mah. Karpuz Sk. N.3. E un telefono (che non vi servirà): 0535.6117639. In fondo, questa è una caccia al tesoro. Noi siamo stati bene in questo locale: spiedini di carne e di pollo, riso, salsine, polpettine.

L'uomo che arrostisce a Yorem

L’uomo che arrostisce a Yorem

 

Panini al pesce

Noi rimaniamo sulla sponda di Galata. Non attraversiamo il ponte per raggiungere i più celebri panini (con le loro barche-cucina) di Eminönü. Noi preferiamo rimanere a Karaköy. Alle spalle dell’imbarcadero, di fianco al ponte, c’è il piccolo mercato del pesce e fra le baracchette c’è Otlurbeli Balikşi e i suoi panini al pesce. Sette lire turche per i più buoni. Un consiglio: andate a metà mattina, non c’è ancora nessuno e tutti hanno più calma e attenzione.

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Balik Ekmek

 

Panini al fegato

Sono certo che Esat, con il suo carrettino celeste, non si muoverà mai dall’angolo di Halas, una delle stradine attorno a piazza Taksim. Cinque lire turche per un momento di ‘trascurabile felicità’. I panini al fegato di Esat sono una meraviglia. Ci si siede su uno sgabello di un luogo del tè e del domino, si sfiora il braccio dell’uomo e lui comincerà ad arrostire. Se siete fortunati, ci sarà un raggio di sole che riesce a incastrarsi fra la muraglia delle case e allora siete in piccolo paradiso. Vi lascio il numero di Esat, casomai sapeste il turco: 0535.5252658.

Esat

Esat

 

Sottaceti

Lo trovate per caso e vorrete ripassarci ogni giorno che state a Istanbul. Pochi passi da Istiklal Caddesi, è un luogo bellissimo. Pura poesia. Acquolina in bocca. Tre uomini vendono solo sottaceti. Muraglie di cetriolini, peperoncini, cipolle, agli, erbe misteriose, olive. Voglio vivere qui. Fanno pacchetti infrangibili dei vasetti che scegliete. La fabbrica sta a Bursa. Loro sono Kadir e Özgür Ari. Andate a naso, l’odore pungente si sente da distante, in ogni caso, sono in Balikpazan Duduodalari Sok, n. 7. Trovarli sarà più semplice che dire questo nome.

L'uomo dei sottaceti

L’uomo dei sottaceti

 

Il tè

Affollatevi, incastrando gomiti e braccia con i vostri vicini, sugli sgabelli del Gran Boulevard Cafè (conosciuto anche come cafè dei curdi) o sedetevi (io lo preferisco) su quelli che assediano una vecchia  e sgangherata libreria lì a fianco. I due cafè affiancati sono a un passo da Istiklal Caddesi. Critiche pessime su Tripadvisor (cavoli loro), ma è impagabile trovarsi qui in mezzo ai ragazzi e agli studenti di Istanbul. Pagherete il tè mezza lira in più, cercheranno instancabilmente di darvene più di uno, ma vi è la felicità di stare uno addosso all’altro. Si può sedere anche sui gradini che conducono a una chiesa ortodossa. Indirizzo: Meşrutiyet Caddesi, 75.  Se imboccate il passaggio preciso, lo troverete con facilità, altrimenti faticherete un po’. Passateci delle ore, resistete ai tentativi dei camerieri di darvi un tè dopo l’altro.

Il té

Il té

 

Colazioni

Questo è un consiglio di un amico. Mi fido ciecamente di lui. Le colazioni di Istanbul sono uno dei piaceri dei giorni trascorsi in questa città. Per far colazione, in tanti vi suggeriscono di smarrirvi negli stradelli attorno a Taksim. Sì, senz’altro. Ma ha ragione anche Lorenzo che vi invita a spingervi fino a Beşiktas per andare da Ortaköy cafè & Kahvalti in Mecidiye Mah., Eski Bahçce Sok, 34347. Tel. 212.2594002. Qui si comincia bene, molto bene, la giornata.

Il luogo del tè

Il luogo del tè

 

Il Libraio

Non so quasi dirvi come trovarlo. Diciamo che, dalla fine di Istiklal, verso il Tunel, scendete per la ‘via della musica’ come per andare alla torre di Galata. Stradello in discesa, affollato di turisti. Fra una chitarra e una schiera di batterie, di fronte a una moschea invisibile, a un piccolo e sorprendente alberello, ci sono delle cartoline appese allo stipite di una porta stretta. Prendetene qualcuna e poi cercate di capire come pagarle: entrate in un corridoio semibuio seguendo un odore di muffa e di pagine di libri un po’ umidi. C’è un breve rampa di scale e poi due stanze colme di libri. Un Chaplin con una bandiera rossa (o turca?) e un vecchio manifesto da realismo socialista su Nazim Hikmet (almeno c’era quando sono passato io). Poi c’è il libraio, vecchie macchine fotografiche, un grammofono e l’impossibilità di dirsi niente perché le lingue non si conoscono l’un con l’altra. Il libraio ha baffi bianchi e un’aria intimidita. Forse non è mai uscito da questo luogo magnifico.

Camus

Camus

 

La birra

Birra Efes. Al pomeriggio. Al sole. Negli infiniti locali sotto il ponte di Galata.

Kebap a Taksim

Kebap a Taksim