di Silvia La Ferrara

Le idee, per quanto siano estremamente interessanti nella conversazione e nella seduzione, hanno poco a che vedere con la fotografia. La fotografia è il momento,
è la sintesi di una situazione, l’istante in cui tutto combacia. È l’ideale fuggevole.
Elliott Erwitt

Ancora pochi giorni per visitare ai Musei di San Domenico di Forlì Personae, la prima grande retrospettiva su Elliott Erwitt. Superfluo, forse, recensire su Erodoto uno degli dei dello scatto, per anni protagonista della sempre acclamata Magnum, e facile dire della sua ironia indubitabile e leggendaria. Ma andateci alla mostra di Forlì, magari per finire o iniziare bene l’anno, e andateci in compagnia, che raramente a una mostra di fotografia ho visto tanti visitatori sorridere e guardarsi divertiti l’uno con altro (nonostante l’allestimento un po’ strettino e a tratti con scarsa luce, ma mi sono detta che chissà, magari vogliono spingere un po’ di intimità).
Sospesi, si passa di saletta in saletta tra un déjà vu e una sorpresa, girovaghi in un mondo indifferentemente triste o buffissimo. Ritrovi le persone e le cose che sai, ma non sono le stesse.
Nessun effetto speciale, humour pervasivo e appagante come un profumo di torta buona. Il sospetto che quei cani siamo un po’ noi.

Il bianco e nero per una vita meno complicata, il colore per affabulare, per aggiungere informazione, per vestire ogni cosa di fascino pop, fino alla celebrazione , in una saletta appartata, di André S. Solidor, ASS, l’alter ego trash di Erwitt, giustamente reticente ai ritratti frontali.

Il Che, la Loren, Marylin, Clark Gable indimenticabili allo stesso modo dei cani, dei bambini o degli spettatori perplessi di fronte a un’opera d’arte contemporanea. Di fronte/di spalle, posare/stare, guardare in camera e guardare altrove: siamo sempre noi.

A me resta negli occhi per tutte queste feste il bambino di Pittsburgh che sorride con una pistola giocattolo alla tempia. Mi ha lasciata lì a metà, tra il riso e la paura, proprio come la vita, ogni giorno.

ELLIOTT ERWITT: PERSONAE
23 settembre 2017 – 7 gennaio 2018
Forlì, Musei San Domenico – Piazza Guido da Montefeltro

da martedì a venerdì ore 9,30–18,30
sabato, domenica e festivi ore 10,00–19,00
24 e 31 dicembre ore 9,30–13,30
chiuso tutti i lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio