Il prossimo sabato la Festa comincerà. Un colpo di petardo e i buoi cominceranno a tirare il grande cerro, lo sposo di questo matrimonio degli alberi. Su un’altra montagna verrà tagliato l’agrifoglio, l’albero-sposa. E sarà un lungo viaggio nuziale. I lettori di Erodoto108 già hanno letto del Maggio di Accettura, paese delle Dolomiti Lucane. Si celebra nei giorni della Pentecoste. Durerà quattro giorni. Dal 18 al 22 maggio. Una Festa che non può essere raccontata. Anche se ci proveremo. Questa volta non andrò per raccontare, ma per un patto di amicizia con la gente che crea questo miracolo. Non c’è una ‘giusta distanza’ nel racconto del Maggio. Per comprendere questa festa, bisogna ‘partecipare’. ‘Faticare’ con chi lavora. Svegliarsi all’alba per andare a prendere immagini sante. Bere il loro vino e mangiare il loro salame. Marciare nel fango, incitare i buoi nel loro sforzo. Subire le arrabbiature dei maggiaioli e sentirsi commossi quando questi uomini dei boschi scoppiano in pianti dirotti di fronte al Santo o al ricordo dei compagni che non ci sono più.


Mi devono perdonare gli uomini e le donne del Maggio. Non so se davvero riuscirò a raccontarne. Ora, mentre sto per partire, non lo credo. Ma voglio mettere, come buon augurio per il viaggio, una foto scattata lo scorso anno. Non un’immagine di fatica. Non è una foto degli uomini e delle donne che fanno il lavoro duro. Per questo dovete scusarmi, ma mi sono intestardito. Mi sono innamorato di queste due ragazzine. 
I Cimaioli, i ragazzi che vanno a ‘prendere’ la sposa, un agrifoglio, indossano magliette. Se le sono ‘prodotte’ da loro. Sopra vi scrivono parole di canzoni (Ligabue, De Gregori, riadattati per la Festa) o slogan. Un gruppetto di ragazze aveva una maglietta bianca. E sopra vi era scritto: ‘Se ripassate fra cento anni, ci trovate sempre qua’. Ecco, due ragazze (quindicenni?) che ti raccontavano (consapevolmente?) dello loro storia, del loro desiderio, della loro speranza, della loro certezza. Se la parola non mi facesse paura, della loro ‘identità’. 

Che la festa del Maggio di Accettura cominci (Andrea Semplici)