Lacedonia ha una fortuna. C’è stato uno sguardo che nel 1957 ha catturato la sua vita.
Ora noi abbiamo queste fotografie bellissime e preziose. Possiamo emozionarci a guardarle,
possiamo farci anche una vaga idea di che vita c’era in quel tempo in un paese del Sud Italiano.
Franco Arminio

foto MAVI, Museo Antropologico Irpino

Cancian a Lacedonia nel 1957

Cancian a Lacedonia nel 1957

 

Inaugura mercoledì 9 agosto a Lacedonia (AV), il MAVI, Museo Antropologico Visivo Irpino, in un edificio dell’Ottocento al centro di Lacedonia, in passato carcere e pretura. Ospiterà l’esposizione permanente delle 1801 foto dell’antropologo Frank Cancian, dell’Università della California, scattate tra gennaio e luglio del 1957. Presenza di un mondo ormai scomparso a seguito dell’emigrazione, le foto si concentrano soprattutto sui volti, le espressioni, i gesti, la quotidianità delle persone con un’incisività che cattura.

 

 

 

 

 

mavi1Nell’occasione saranno premiati anche i vincitori della prima edizione del concorso “Milleottocento e 1 passaggi”: venti scatti di Cancian reinterpretati dai concorrenti, creeranno ogni anno un processo (di durata novantennale!) che arricchirà l’archivio del MAVI e fermerà in uno scatto l’evoluzione antropologica di un territorio.

Insieme alla permanente sarà possibile visitare a Lacedonia anche cinque interessanti personali;
– “Un paese italiano 2017” Anthropological Photo Contest (Museo Mavi)
– “I giorni della canapa” Salvatore Di Vilio (Museo Mavi)
– “Spasiba!” Michele Mari (Chiesa San Filippo)
– “Memorie di palazzo” Filippo Cristallo e Antonella Cappuccio (Chiesa San Filippo)
– “Volti di Lacedonia” Michele Frasca (Museo diocesano)

 

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