Testo e fotografie di Andrea Semplici

L'attracco di San Fernando

L’attracco di San Fernando

Un angolo acuto del lago Nicaragua. Il lago Cocibolco delle popolazioni originare. Il Mar Dolce degli spagnoli. Trentasei isole, un arcipelago. Al solito, scrivi che è ‘lontano, remoto’. Lontano da dove? Oggi ci sono i motori Sukuzi da 50 cavalli che spingono las pangas, le lance, come se fossero vento. Un tempo andavi a remi a procurarti il sale e lo zucchero. Poco più di mille abitanti. Nell’isola del Padre vive un uomo solitario. Ed è, appunto, il padre di doña Esperanza. A la Venada vive la famiglia di Rodolfo, 85 anni, in sedia a rotelle, capostipite dei pittori. A Macàrron, conosco Annibal, suo padre fu il primo costruttore in barche di cedro. A San Fernando, parlo a lungo con doña Maria. Trent’anni fa, quando la rivoluzione aveva trionfato, aprì il primo albergo dell’isola.

I 75 anni di Elva, la prima pittrice delle isole

I 75 anni di Elva, la prima pittrice delle isole

Queste sono isole della Rivoluzione. I pochi turisti che qui arrivano non ne sanno niente. Vi arrivano accompagnati dalla Lonely Planet e dalle Bradt, ma non leggono fra le righe. Qualcosa, però, rimane appeso anche alla loro storia di viaggianti. Qui Ernesto Cardenal, il poeta, il monaco, il rivoluzionario, creò, mezzo secolo fa, una comunità utopica e visionaria. Il Vangelo divenne libro da guerriglieri. Qui scossò una delle scintille del trionfo sandinista, qui il Nicaragua cominciò a essere terra libera. Ma i figli migliori di Solentiname morirono in quella rivolta. Furono uccisi. Le isole portano i loro nomi.

Il pontile di San Fernando

Il pontile di San Fernando

La comunità si dissolse. Ma fu germoglio di altre vite. I pittori non hanno smesso di dipingere, gli artigiani non hanno smesso di intagliare il legno di balsa. Solentiname, ‘luogo degli ospiti’, ha ancora una memoria. ‘Non facciamo più feste come un tempo, c’è meno allegria’, ha nostalgia doña Maria. Ma poi, nella chiesa dai colori dei bambini, dai segni precolombiani, dal pavimento in terra battuta, ride con il gusto di un futuro. Sì, questo è il paese dei più bei tramonti al mondo. Sì, questo un paese che ha sognato. Che ha creduto nei poeti. Mi prendo tutta l’acqua del mondo nell’improvviso acquazzone del tropico di Solentiname.

Ninna nanna all'isola Mancarròn

Ninna nanna all’isola Mancarròn