Festival Dedica

Che bello è il festival Dedica.
Su, a Pordenone.
Su, rispetto a Matera
Nord-est-sud-est
Sudestnordest.
Un volo d’aereo.
Un treno.
Un autostrada.
Cammini.

Che bello è il Festival Dedica. Ne ho visti mille di Festival. Il più bello? Aliano, credo. Con la follia di albe che diventano notti. Una storia di nostalgia. Credo che sia così anche ‘La notte dei Lettori’, a Udine, dove si legge alle cinque del mattino e le piazza hanno materassi per il sonno improvviso in mezzo alle pagine. Dedica è in buona compagnia: sta sul podio più alto in un’Italia con troppi festival.

Che bello è il Festival Dedica. Dove altro si sceglie uno scrittore? Un solo scrittore/scrittrice: negli anni Javier Cercas, Nadime Gordiner, Luis Sépulveda, Assia Djebar, Paul Auster, Yasmina Khadra… quest’anno Gioconda Belli. Dedica è festival da per venticinque anni. Un quarto di secolo.

Hotel Moderno e le sue stanze troppe calde e una ragazza bellissima e malinconica che fa colazione in una nicchia blu-scuro. E poi scompare. E Gioconda che ricorda i gelati di Managua: i gelati Eskimo, dall’insegna blu. E Gioconda che nasconde dietro capelli e sorrisi la malinconia di un pensiero improvviso alla sua terra. E Carlos che in Corso Garibaldi cerca un’insalata. E librai dagli sguardi di acqua alpina.
Che bello è il Festival Dedica. Con i ragazzi che ri-scrivono i libri degli scrittori. Che per mesi leggono e ri-leggono. E poi scrivono ancora. Che dicono a voce alta. Che si vestono a festa per Gìoconda.

Sono innamorata di te/perdutamente innamorata/e se ti ho lasciata, non è per molto/non è per dimenticare quello che non si deve dimenticare/Sono con te, mia Nicaragua/il mio uomo/con nome di donna!

Che bello è il Festival Dedica. Ricordate…quando telefonavamo alle radio e chiedevamo di fare ascoltare al mondo una canzone. La volevamo dedicata all’ultimo amore che se ne era andato…Piccola Katy, a esempio. I più raffinati: Yellos Submarine. Spudorati: Let’s spend night together…

‘L’importante non è vedere i propri sogni realizzati, ma continuare ostinatamente a sognarli.’

Che bello è il Festival Dedica. Per una settimana, si vive con uno scrittore, con una scrittrice (ehi, poche donne premiate). Si parla con Gioconda, si vive con Gioconda, si va a Venezia con Gioconda, si viaggia fino a Klagenfurt con Gioconda, si mangiano ravioli al salmone, un improvviso desiderio di gallo pinto, piatti di polenta, si ascolta parole sulla geopolitica del latinoamerica (sala piena), si vanno a vedere le donne magre, giovanissime e bellissime che fecero la Rivoluzione, si intravede la malinconia della sconfitta e la voglia di continuare a sognare. A voler sognare. Un altro giorno. Un altro ancora.

‘I miei morti, le mie morti, non sono state inutili. L’esistenza è una corsa a staffetta lungo una strada infinita’.

Che non si dica che il mio tempo fu inutile.

Che bello è il Festival Dedica. Conto sette librerie nei tre passi del centro della città. C’è il prosciutto dovunque. Il formaggio, l’aria che appare primavera, che strano, sono tutti vestiti da inverno e io, che vengo dal Sud, sto bene in questo sole che scalda ossa troppo stanche. Cammino sotto i portici, mi siedo sul divano rosso di una libreria, mangio un gelato, pere, noci e crema. E chiedo baccalà mantecato con polenta. Guardo le strane architetture del municipio. Mi sento a casa. Nel profondo Nord-est. Aria di montagna.

‘Se le vittorie possono essere miraggio, possono esserle anche le sconfitte’

I ragazzi con Gioconda

Che bello è il Festival Dedica che contraddice la schizofrenia dei festival.
I festival oggi sono ottovolanti impazziti. Trecentoquattordici ‘eventi’ in contemporanea, uno al minuto, bisogna ‘prenotareonline’, non ho più una biglietteria nella quale comprare un biglietto, dove fare una coda dove incontravo ragazze e devo decidere fra lo scrittore africano e la scrittrice finlandese che fanno spettacolo alla stessa ora. No, qui, a Dedica, hai il tempo, la giornata è per la tua libertà. Il tempo è un’attesa e nelle attese, come nelle code, qualcosa accade sempre…

Sulle poltroncine del Cinema Zero sta scritto: ‘Le cose lente sono le più belle. Bisogna saper aspettare’. Pane e tulipani. Nei tempi dell’Alta Velocità.

‘Non c’è niente di donchisciottesco né di romantico nel voler cambiare il mondo. E’ possibile, è il mestiere al quale l’umanità si è dedicata da sempre’

Che bello è il Festival Dedica.

A proposito: il ‘libro’ è uscito dalla tipografia…La Rivoluzione perduta dei poeti