A Erodoto, dovete pur saperlo, siamo lenti. Per questo accade che il due di maggio, Tommaso Sandri, 28 anni artista visuale friulano, operatore sociale, ci spedisca questo suo lavoro sugli ‘abbracci’. Gli abbracci al tempo del virus. Tommaso ha invitato i suoi amici, reali e virtuali, ad abbracciarsi nel silenzio delle loro case. Un abbraccio solitario. Abbracciare sé stessi, un gesto intimo, reso pubblico. Tommaso la chiama ‘una performance individuale, ma condivisa in remoto’. Poi ha giocato con le tecniche digitali. Ha cercato un equilibrio. Ed è il tentativo di un equilibrio, nella pseudo-normalità, che stiamo vivendo, ad averci attratto nel suo lavoro. La solitudine e l’intimità, e, allo stesso tempo, l’ostinazione e il desiderio di voler condividere. Ezio Bosso ci ha sempre spiegato che ‘siamo nati per stare assieme’. Non permetteremo a nessuno, nemmeno al virus, di separarci.

Abbiamo deciso di mostrare queste foto rielaborate a un’artista materana. Ci intrigava unire, ora che ancora non è possibile, far ‘abbracciare’ il Nord dell’Italia al Sud. Volevamo, e vogliamo, essere realtà. Adele Caputo, artista visuale, cantante e docente di arte, ha ricevuto le foto di Tommaso, ha posato i suoi pennelli e i suoi colori, e, questa volta, ha scritto una piccola pagina per noi. Per voi. Per la voglia di abbracciarci che, tutti, abbiamo dentro di noi (as).

Foto di Tommaso Sandri | Testo di Adele Caputo

Un abbraccio favorisce il buonumore. Nel momento dell’abbraccio avviene uno scambio di energie positive tra due persone: questo basta per migliorare la giornata e affrontarla con l’umore giusto. Il merito è dell’ossitocina, il cosiddetto ormone del buonumore e della felicità che viene rilasciato durante l’abbraccio e ci fa stare bene emotivamente. Abbracciarsi contribuisce inoltre a rafforzare i legami: aiuta a sentirsi protetti, amati e felici. Il distanziamento sociale per il contenimento del coronavirus vieta per legge il contatto con il prossimo. Mi chiedo quali saranno le conseguenze. Ho letto che un’ampia varietà di ricerche scientifiche indicano che la mancanza di contatto fisico induce nei neonati sindromi che vanno dalla depressione al nanismo fino a sfociare nei casi più gravi nella morte e che la regolazione emotiva e fisiologica del nostro essere dipende dall’ insieme delle nostre relazioni. Anche concedendo che la capacità di tenuta degli adulti sia maggiore di quella dei neonati è indispensabile chiedersi a quali effetti psichici e fisici possa andare incontro un’intera popolazione sottoposta a un regime uniforme di isolamento.

Le foto di Tommaso Sandri sono elaborate dall’artista secondo istanze soggettive legate alla sua esperienza personale e alla relazione con i soggetti ritratti; è una riflessione sulla fragilità, la solitudine e i limiti dell’essere umano; la figura è messa al centro delle rappresentazioni.

Da queste fotografie emerge l’immagine di un essere umano triste che suscita in me immedesimazione e allo stesso tempo fascino, e si fa portavoce di un’intera umanità ferita ma non sconfitta che anela a riabbracciare chi è lontano. Il corpo è raffigurato nella sua nudità per raccontare una storia drammatica. Corpi messi a nudo. Un senso generalizzato di impotenza. La tenerezza dell’infanzia. Sento che le foto lasciano una traccia indelebile nella mia immaginazione mentre le guardo. L’arte diventa uno strumento per scavare a fondo nell’interiorità e comprendere il tempo, la storia e gli errori del genere umano.

Tommaso Sandri, un giovane artista

Soggetto delle foto è l’essere umano rappresentato con forza espressiva attraverso viraggi color pastello. Tommaso si concentra sulla ricerca della verità interiore e psicologica dei soggetti, dei quali esplora e interpreta i segni che emergono dai gesti e dal viso. Bastano un movimento della testa o del corpo, una ruga sulla fronte o un’espressione del viso, la posizione delle braccia per rivelare i dolori e le sofferenze di un’intera esistenza. I volti appaiono stanchi e i corpi sfiniti, illuminati dalla luce elettrica degli interni in cui posano anche quando è quella naturale; i fondi sono inesistenti, resi con tinte neutre. Al centro vi è l’intima essenza del soggetto ritratto con i suoi difetti e le sue emozioni; il corpo nella sua pesantezza, nella sua realtà fisica è l’emblema stesso della natura umana.

Adele Caputo