Ad Atena Lucana avevamo un appuntamento. Il 25 di aprile. Per fare il pane. Pane e libertà: avremmo riacceso gli antichi forni del paese, rinfrescato il lievito e impastato. C’erano pagine del numero di Erodoto di primavera dedicate alla ‘Terra mi tiene’, festa piccola e grande di una comunità. Non si farà, oramai lo avete capito, ci abbiamo provato, ma non è possibile. E la nostra rivista uscirà, ma non sappiamo dirvi quando. Vuol dire che di ogni giorno faremo che diventi un 25 aprile.

Atena è ‘zona rossa’. A fine febbraio è arrivato il contagio. Colpa di un incontro di neocatecumenali che niente di meglio hanno trovato che riunirsi in questo paese. E oggi nevica in queste campagne ai confini fra Campania e Lucania. ‘Mi sta anche bene questa nevicata di primavera – mi raccontano da Atena – L’inverno è stato di siccità e la terra era assetata. Al grano farà bene’. É che avrebbe potuto nevicare al tempo dovuto, ma oggi non sappiamo più quale siano i giorni giusti: il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti noi. Avevamo fatto finta di niente a ciò che accadeva attorno a noi o, borbottando, lo avevamo accettato.

La neve non ha fatto danni, se ne è andata in fretta: ha spezzato dei rami e appesantito qualche olivo, niente di più. ‘Stiamo imparando – raccontano ancora – a conservare, ad avere attenzioni che ‘prima’ non avevamo. Ho tagliato dei rami vecchi e ho messo da parte le ramaglie che solo tre mesi fa avrei bruciato nel campo’.

La libertà dell’autosufficienza è esercizio duro. A volte anche bello: chiusi gli agriturismi, i contadini fanno davvero i contadini. Alcuni ne sono felici.