Testo e foto di Carlo Pestelli


Prenzlauerberg, il quartiere rosso di Berlino che si battè fino all’ultimo contro la presa del potere di Hitler. Tra le sue vie è ambientato il romanzo “Ognuno muore solo” di Hans Fallada, ispirato a un episodio vero della resistenza al nazismo (anche un film, “Lettere a Berlino”): centinaia di cartoline contro il regime scritte e distribuite da una coppia che aveva perso il figlio sul fronte francese. Prima del crollo del Muro fu il rifugio di intellettuali e artisti dissidenti, il quartiere della fronda e poi dell’opposizione al regime della Ddr.  All’ingresso della  chiesa protestante di Stargarderstrasse alcuni pannelli ricordano le riunioni clandestine,  protette dal pastore.

Oggi  è diventato uno dei luoghi  di tendenza della capitale tedesca, prediletto da stranieri e giovani coppie  che ne apprezzano la vivacità senza eccessi. Per le sue strade, molte Fahrradstrasse, riservate cioè alle biciclette e al solo traffico dei residenti, la mattina presto sciamano padri e madri con bici e  risciò  carichi di  figli diretti a scuola e all’asilo. E il pomeriggio i bambini animano i tanti spazi gioco a loro riservati nel quartiere. La sera  ancora tante biciclette nelle strade per raggiungere caffè e ristoranti. Ai margini di quest’isola felice nella babilonia della capitale tedesca, all’ingresso di un grande parco a lui dedicato, la gigantesca statua di Ernest Thalmann, spartachista, presidente del partito comunista tedesco,  imprigionato nel 1933 e ucciso a Buchenwald nel 1944. Con il suo pugno chiuso levato verso l’avvenire il monumento,  uno dei pochi della Ddr sopravvissuti alla caduta del Muro, ricorda al viandante che da queste parti  il Novecento, passioni e orrore, sogni e incubi, non è stata una passeggiata di piacere. Tra pietre d’inciampo, rovine e memoriali, capita davvero spesso a Berlino.

Alle fermate dei tram la foto di un moderno guerriero, il volto camuffato di nero, un po’ ninja un po’ cyborg, esorta i giovani ad arruolarsi nella Bundeswher, l’esercito della Repubblica federale: “Segui la tua strada. Con la tua unità”; “Fino a dove ti spingerai per la nostra democrazia?”.

Il monumento a Ernest Thalmann

Carlo Pestelli, 67 anni, fiorentino. Vive a Fiesole. Giornalista dal 1981. Da pensionato, presta la direzione alla rivista Ratpark magazine (www.ratparkmagazine.com ), ideata e scritta da giovani talenti