Testo e foto di Federica Brenna

Una bella donna. Ecco come definirei la città di Mantova.

Mi sveglio con una nebbia che avvolge completamente tutto ciò che incontra. E’ normale incontrare questo fenomeno atmosferico in questa zona d’Italia, la pianura Padana. Ma la nebbia, lei, ha qualcosa di romantico e idilliaco. Percorrendo il ponte Giorgio, circondato da entrambi i lati da un lago stagnante, ci si avvicina pian piano alla città, che, avvolta da questa patina bianca, lascia comunque intravedere le sue meraviglie architettoniche costruite secoli fa, attirando a sè gli occhi incuiositi dei passanti… Mantova è come una bella donna, intenzionata ad attrarre a sè i passanti mostrando maliziosamente le sue parti del corpo più attraenti coperte solo da un sottile e soffice velo…

L’impatto con la città è davvero magico.

Indosso le mie scarpe da running e inizio a percorrere di corsa una delle tante piste ciclabili che circondano e si diramano dalla città: scopro strada facendo di essere sulla Mantova – Peschiera, un percorso che si snoda per ben 45 Km verso Peschiera del Garda, attraversando l’intero parco del Mincio, uno degli affluenti principali del fiume più lungo d’Italia. La pista ben asfaltata offre un paesaggio rurale e campestre fatto di campi coltivati e non, animali, silenzio. Percorro il primo tratto di ciclabile costeggiando il tranquillo lago che regala degli scorci panoramici magnetici, avvolti dalla nebbia e da gabbiani in cerca di cibo.

Il romanticismo della città è rappresentato anche dal suo castello, dalla sala dei giganti di palazzo tè, dalla cupola dell’imponente Basilica di S.Andrea, dalla piazza delle Erbe, dal teatro, tutto il suo centro storico e pedonale, dal suo mercato domenicale. Tutto questo non può che catapultarmi nel passato, quando le signore indossavano vestiti voluminosi e l’unico mezzo di trasporto era il calesse, quando i pittori e gli scultori decoravano le pareti delle case dei ricchi signori e non esisteva ancora la carta igienica. Le piccole e antiche piazze della città nascondono osterie e taverne caratteristiche che permettono di degustare i prodotti tipici mantovani, che sono una vera e propria goduria per il palato: prosciutti e formaggi, pasta fatta in casa, i famosissimi tortelli di zucca e la sua intramontabile sbrisolona… Il tutto annaffiato da una bottiglia di buon lambrusco.

Storia, arte (tantissima), natura, letteratura. Ebbene sì, Mantova è anche capitale della letteratura e ospita nel mese di settembre il suo festival: cinque giorni di incontri, concerti, spettacoli, incontri con artisti e scrittori di fama nazionale e non solo… Un appuntamento che si ripete ogni anno dal 1997.

Il passante non può non sentirsi ben accolto da questa generosa signora, che mette a disposizione il suo sapere artistico, storico e letterario, che mostra i suoi suggestivi paesaggi e propone delizie culinarie uniche.

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