Nella notte del 16 gennaio, notte di Sant'Antonio Abate, per le strade di San Mauro Forte, terra di Matera, rintoccano centinaia di campanacci. E' il Carnevale

Ragazzi delle montagne mi guidarono mentre inseguivo i suoni dei campanacci della loro piccola mandria di vacche. Non ricordo più cosa vollero spiegarmi, ma era una lezione di musica: loro sapevano riconoscere il rintocco grave del campanaccio appeso al collo dell’animale che guidava il gruppo nella transumanza invernale. Avrei voluto essere un regista sonoro. Mi invitarono fra le montagne lucane. Per il carnevale.

A San Mauro Forte, terra della provincia di Matera, i campanacci, spesso sagomati da fogli di lamiera, veri strumenti musicali, sono appesi alle cinture degli uomini e delle donne del paese. Grandi campanacci maschili e femminili rintoccano nella notte del 16 di gennaio, vigilia del giorno di sant’Antonio Abate, l’eremita che benedice gli animali. Un solo tocco per ogni passo, un suono ritmico, ossessivo, pastorale, da trance. Sfilano per le strade del paese per ore e ore, a volte appaiono altre maschere dalle campagne vicine. Uomini e donne indossano mantelli neri a ruota, degni dei maghi di Harry Potter. I carnevali si confondono. Si aprono le cantine e il cibo e il vino sono la festa. E, rituale di ogni notte di resurrezione e di auspicio di una buona stagione, un fuoco brucerà il fantoccio del Carnevale.