Testo e foto di Andrea Semplici

A volte nevica nella notte dell’Epifania. Il freddo è siberiano. E’ la notte più misteriosa di Montescaglioso, grande paese nell’oriente lucano. Qui, una volta all’anno, nell’inverno più gelido, si materializzano i Cucibocca.

Ho sentito molte storie. Molto diverse fra di loro. Una di queste racconta di una divinità egizia apparsa nell’antica abbazia benedettina del paese. Venne accolta dai monaci. I contadini sapevano di questo antico dio. Quando lo videro per la prima volta ne ebbero paura. Fuggirono tremanti nelle loro case. Oggi i ragazzi del corteo notturno dei Cucibocca nascondono il timore sotto un’allegria di musica.

Un uomo fa un gesto con una mano, mi fermo e lui mi parla delle anime del purgatorio. Mi dice gettando via il fiato in una nuvola di vapore: ’Solo in questa notte, le anime tornano fra i vivi’. Bisogna lasciare offerte, cibo, acqua. Hanno sete le anime che ancora non conoscono il loro destino.

O forse i Cucibocca sono animali leggendari che, una notte all’anno, diventano uomini. E sotto le maschere nascondono la felicità di uno scherzo.

Gli uomini si vestono. Si camuffano le donne. Indossano mantelli neri, barbe graffianti di canape, proteggono il viso con un disco di frantoio, lo legano bene dalle orecchie al collo, hanno occhi ritagliati da bucce d’arance, accendono una lanterna, sorreggono un canestro. Trascinano una pesante catena di ferro. Impugnano un grande ago. Cuciono davvero le bocche. Dei bambini. Di chi ha malalingua. Di chi è innocente e si trova a passare di lì.

Oppure: sono finite le feste del Natale. E allora: basta cibo, sta per cominciare il tempo di una penitenza. Il digiuno. La bocca deve chiudersi. L’inverno deve finire prima che torni la felicità di una tavola. Il cucibocca annuncia i giorni senza…

Suonano le zampogne, suonano gli organetti, le dita sanguinano sui tamburelli, le ciaramelle lanciano grida. Il corteo dei Cucibocca è una danza. Montescaglioso è un labirinto. Dietro la strada lucente del corso, c’è il mistero dei vicoli. Nella notte, ci si smarrisce.

Hanno fame, i Cucibocca. Entrano nelle case. Afferrano le offerte da mani impaurite. Riempiono le loro ceste. Non hanno pazienza, si nascondono in un anfratto, nessuno deve vederli mentre mangiano nove bocconi

In realtà i Cucibocca sono dolcissimi. Ti insegnano, ti aprono lo spiraglio della porta, sta a te entrare. Fai un passo. Ecco sei con loro, non sarai mai ‘loro’, ma sei in cammino vicino alla zampogna. ‘Fai parte dello straordinario’.