Testo e foto di Andrea Semplici

Poemas gratis

Jairo vende occhiali da sole nella piazza di Granada. Ha i denti malsani e la pelle sciupata. Tutto il giorno gira con un cartone pieno di occhiali. Non immagino quanti ne possa vendere. Si ferma incerto davanti ai cinque tavoli. Poi un’idea l’afferra. Ha un dono da fare a Violeta, la sua donna, la sua ‘jefa’. Un poema, un poema di amore. Siede e racconta. Poi si alza e tiene il poema stretto fra le dita.

Jairo

Solange è giovane. ‘Soy bloguera’. Ondeggia come una palma. E con questo gioca nell’indirizzo mail: ‘palmearando’. Tanto per farsi trovare. Lascia la macchina fotografica e siede anche lei. Lei cerca. E allora il poema, i due poema, sono sulla ‘busqueda’. Indossa un curioso basco rosso.

Solange

Anche Elia è un ragazzo. Va per metafore. Lui vuole un poema sulla indecisione. Sei fiume o sei lago? Si siede, dice, il poeta scrive. Poi il ragazzo mi sussurra: deve decidere, rimanere vergine o no.

Elia

 

Daniel

Daniel ha l’aria afflitta. Arriva in bicicletta. E capisce al volo. Si siede. La sua donna se ne sta andando. E allora lui, disperato, cerca una poesia per trattenerla. Il poeta scrive. E fa di più: trasforma la poesia in un uccelletto di carta, un volo verso Isabel. Daniel è un po’ sorpreso e immalinconito: avrebbe voluto che la poesia, come le altre, fosse letta nella piazza, ma ora sta dentro le ali dell’uccello. Se ne va con la sua bicicletta. Va da Isabel.

Josè Maria legge il poema ad Andrea

Attorno è tifo da stadio per i poeti.

Josè Maria, poeta del Costarica, e il suo amico Alfredo, teologo e conduttore radiofonico, hanno portato cinque tavoli nella piazza, nel parque. E hanno offerto poemas gratuitamente. Hanno invitato giovani poeti degli Stati Uniti, del Salvador, del Nicaragua, del Messico a tradurre in parole i sogni dei passanti. E’ la Fabbrica de los Poemas, servizio gratuito per chi cerca la poesia. Per chi ha un poema dentro di se e non trova le parole. I poeti prestano le parole.

Poetessa al lavoro per un musicista malinconico

E’ un miracolo, si siedono in cento, venditori di semi e donne con gli anni addosso, ragazzini indigeni e signore di una buona borghesia granadina, turisti e marginali matti, uomini innamorati e una donna che sta piangendo. I poeti ascoltano, e, all’istante, scrivono i loro versi. Poi si alzano, ci si ferma un momento. ‘Sale poema’. Il poeta legge. E poi è applauso, entusiasmo, risate, allegria, lacrime. E el poeta libre viene subito occupato da un altro passante ansioso de vedere scritti i suoi sogni.

Il racconto del poema

E’ magnifica la Fabrica de lo Poemas. Josè Maria è un mago perigloso. Voglio che scriva per me un poema erotico. Questa volta non ho coraggio. La gente della piazza diventa poesia, si spezzano le catene dei circoli intellettuali, i grandi poeti, la vacas sagradas, non vengono qui, qui ci sono i poeti-ragazzi, i poeti-folli, c’è il gioco. ‘C’è l’allegria, l’oralità, la speranza’, mi dice Alfredo dietro la sua barba bianca di teologo e giocoliere di parole.

La fabbrica dei poemi

 

Maria Marta e il suo poema per le donne del Nicaragua

 

Poema

 

Josè Maria spiega: ‘Non aspettate l’ispirazione. Lei è fuori controllo. Non serve né il whisky, né la buona musica. L’ispirazione arriva a suo piacimento. Ma la capacità creativa, no. Con lei si può lavorare. E’ nelle vostre mani’..

Sale poema

 

La Fabrica de los Poemas doveva rimanere aperta un’ora. Ne sono passate tre e nessuno se ne vuole andare. Saldo di poesie, due al prezzo di uno. Maria Marta vuole una poesia per le donne del Nicaragua, i ragazzi dello staff (Adonis, Celeste, Andrea) smettono di far finta di star dietro ai poeti e chiedono poema per loro. Per un tempo il mondo si è ricongiunto nella piazza di Granada.

Lleve su poema