Lapsang è uno sherpa nepalese. Vive in un piccolo villaggio nella valle del fiume Sunkoshi. La sua casa è stata distrutta. Nel terremoto ha perso quanto aveva costruito in una vita di lavoro durissimo. Questa è la sua storia ed un appello.

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(Foto di Vinicio Fosser)

Testimonianza raccolta da Vinicio Fosser

‘Mi chiamo Lapsang e sono nato il 27 novembre del 1968, nella famiglia Lama della etnia Tamang. Il mio paese è Boldephediche, un villaggio tra le colline, a 600 metri sul mare, vicino al fiume Sunkoshi, il ‘fiume dell’oro’. Nasce nasce dall’Everest e percorre le regioni centrali e dell’est Nepal.

Qui vengono i turisti per fare canyoning e rafting. Quando ero piccolo, andavo al fiume solo a fare il bagno. In estate vi portavamo gli yack a bere. Vicino c’è anche il monte Dorjegyang che ci sovrasta con i suoi 2000 metri. Nel pomeriggio, spesso, le nuvole entrano nella mia valle.

(foto di Vinicio Fosser)

(foto di Vinicio Fosser)

Boldephediche è un bellissimo villaggio, uno dei più belli del mondo Tamang. Ci vivono quattromila persone; c’è la scuola e un centro sanitario. La mia valle è famosa per i semi di chita, vengono usati nelle ghirlande di preghiera. Siamo quasi tutti Tamang qui: questo nome significa ‘mercanti di cavalli’. Siamo amichevoli ed ospitali; siamo quasi tutti buddisti, ma il nostro buddismo è un po’ mescolatocon altri culti come lo sciamanesimo e l’antica religione Bon.

Il pasto della famiglia Lama

Il pasto della famiglia Lama

I Lama, la mia famiglia, di solito sono sacerdoti e celebrano matrimoni e funerali, ma noi eravamo poveri ed io ho cominciato presto a lavorare come sherpa e come guida. Non c’è nessuno che come noi conosca le montagne dell’Himalaya. Siamo capaci di camminare con grandi carichi di peso. Una volta eravamo contadini e ora portiamo il bagaglio dei turisti e degli scalatori. Ho già lavorato 25 anni,  ho percorso tutte le montagne del Nepal, mi sono arrampicato con gli alpinisti e ho suonato il sarangi, una sorta di chitarra, e cantato nelle feste.

Ho conosciuto la povertà del mio popolo e aiutato a mantenere a Boldephediche un orfanotrofio. Cominciò con una donna rimasta vedova con due bambini. Adesso lei ha cura di quattordici bambini, affidati a lei da genitori poveri o rimasti orfani. Il Nepal è uno dei paesi più poveri al mondo. Spesso i genitori non hanno abbastanza cibo per i figli.

(foto Vinicio Fosser)

(foto Vinicio Fosser)

Questi bambini mangiano, crescono e vanno a scuola. Anche se faranno solo i portatori, questo è un cammino che riteniamo giusto. Io ho avuto fortuna e coraggio di andare a Kathmandu a cercare lavoro. Così ho potuto aiutare la mia grande famiglia Lama. Molti miei familiari ora lavorano come sherpa, e possono crescere i loro figli.

(foto Vinicio Fosser)

(foto Vinicio Fosser)

Lo scorso anno noi siamo riusciti a riparare il Darjeeling gompa, il santuario del nostro villaggio. Abbiamo lavorato molto e la festa è stata grande.

Ho 46 anni, due figli piccoli. Il maschio è ancora troppo gracile per fare il portatore.

Il terremoto

Il terremoto

La nostra casa ora è un cumulo di macerie. Anche la mia vita lo è. Guardo le rovine da sotto un telo di plastica che fa finta di essere una tenda e che ci ripara malamente dalla pioggia continua, Mi viene da piangere, mi illudo che le lacrime siano solo le gocce della pioggia. Guardo i miei figli, mia moglie, i miei vicini e parenti e sento il cuore che diventa pesante. Penso ai debiti che ho fatto con la banca per questa casa, lavorando avrei restituito ogni centesimo, ma ora tutto è crollato. Non ho un posto per lasciare la mia famiglia, quando riprenderò a portare i turisti … Dove andremo? Molte strade di montagna sono chiuse, molti villaggi sono scomparsi … già quest’anno la neve e le valanghe erano state state peggiori di sempre… ben peggiori che due anni fa quando hanno chiuso la strada per Badrinath e sepolto quel mondo… E’ una delle sorgenti del Gange che non vedremo per anni…

Lapsang e la sua famiglia

Lapsang e la sua famiglia

Così ho passato la mia vita. Ora mi sembra che sia una vita finita. Tutto quello che avevo salvato negli anni ora mi appare come una rovina…. Ma bisogna ricominciare… i miei cari si aspettano che io sia forte, che continui a sostenerli e a indicare la strada…’

E’ possibile aiutare Lapsang. Con una piccola donazione. E’ necessario collegarsi al sito creato dai suoi amici italiani. Qui il link.