10547629_257003821155882_8870218550498784860_nCinquanta anni fa, nel 1964, fra la fine di aprile e i giorni di luglio, Pier Paolo Pasolini girò, fra la Puglia e la Basilicata, il suo film più bello. Il Vangelo secondo Matteo. Matera divenne l’antica Gerusalemme, quella città che il regista non aveva ritrovato in Palestina. Il paese di Barile fu Betlemme. Le scene del deserto vennero girate in Calabria. Massafra e un villaggio vicino a Crotone divennero Cafarnao. A Gioia del Colle, Pasolini trovò il castello perfetto per la sua scenografia. Le Murge, insomma, diventarono, per qualche settimana, la Palestina dei Vangeli.

Pasolini è l’antica modernità di questo Sud. Due città, entrambe candidate a Capitale della Cultura Europea per il 2019, ricordano il regista-scrittore-poeta. A Lecce, al Castello Carlo V, (fino al 2 novembre, info: 0832.246517), la mostra ‘L’universo di Pasolini. Arte e bellezza da Giotto a Patti Smith’. A Matera, epicentro di questa straordinaria avventura, grande sulla storia di quel film: ‘Pasolini a Matera’, fra palazzo Lanfranchi e il Musma, il Museo della scultura contemporanea. Dal 21 luglio al 9 novembre. Per info: www.musma.it