Mi ero dimenticato che Brasile e Marocco sono praticamente appaiati nella classifica delle migliori squadre nazionali di calcio. Non mi avrebbe sorpreso il suo primo quarto d’ora nella partita che li ha visti uno contro l’altro. E poi leggo un bravo scrittore siciliano, Ettore Zocca, è scopro come mezza nazionale marocchina è composta da giocatori nati lontano dal loro paese. Giocatoiri che hanno scelto di indossare la maglia rossa del Marocco.

Testo e foto di Andrea Semplici

È vero, non seguo il calcio da troppi anni. Rimango, da boomer, legato a un altro calcio. Quello dei giocatori che cambiano raramente maglia durante la loro carriera. Insomma, sono cresciuto con Gigi Riva e Alessandro Del Piero, e anche con Roberto Baggio, che di maglie ne ha cambiate.

Quindi non sapevo che Marocco e Brasile sono praticamente appaiate nel ranking mondiale: sono divise da dieci punti. Il Marocco è al settimo posto di questa classifica. Il Brasile degli ultimi anni appena un posto più sopra.

Mi imbatto, complice Sveva, tifosa del Marocco per un suo sapere arabo, in uno scrittore siciliano, Ettore Zanca. Che sa di racconti e di calcio. E allora unisce questi due suoi ‘mestieri’. Mi fa ricredere: avrei dovuto tornare ai primi passi della mia storia giornalistica e occuparmi di sport. In fondo ho scritto la biografia di Giancarlo Antognoni e di Bruno Conti, senza contare un bel libro sulle nazionali di Valcareggi e Bearzot. Non è andata così, destino.

E da Ettore Zanca che apprendo che la metà dei giocatori del Marocco non sono nati nella loro terra. Sono oriundi avremmo detto settanta anni fa, quando con la maglia azzurra giocavano Sivori e Angelillo.

C’è di più: i giocatori del Marocco hanno avuto mille occasioni di giocare in Nazionali di primissima fila, ma hanno scelto di indossare la maglia rossa del loro paese.

Ettore ne fa un elenco:

Achraf Hakimi Mouh è nato a Madrid, ha la cittadinanza spagnola, è cresciuto nelle giovanili del Real Madrid. Avrebbe potuto indossare la maglia della squadra più forte del mondo. Ha preferito giocare con il Marocco, paese dei suoi genitori.

Noussair Mazraoui è nato in una cittadina olandese. La sua scuola calcistica è stata l’Ajax. Raccontano che la federazione olandese ha fatto di tutto per averlo nelle squadre nazionali. Lui ha scelto il Marocco. Nell’ottobre del 2023, Mazraoui ha postato sul suo profilo instagram una preghiera per Gaza: ‘Dio, aiuti i nostri fratelli oppressi in Palestina, affinché ottengano la vittoria’. Il Bayern ha richiamato il giocatore. Sei mesi dopo Mazraoui si trasferisce al Manchester United.

Il portiere Yassine Bounou è nato ha Montreal, ha la nazionalità canadese, ma la sua famiglia è tornata in Marocco quando Yassine aveva appena due anni. Ha cominciato a giocare nel Casablanca, nel 2022 è salito fino al terzo posto nella classifica dei migliori portieri del mondo. Posizione mai raggiunta da un portiere africano.

Sofyan Amrabat è nato in Olanda e ne ha la cittadinanza. Ha tirato i primi calci nell’Utrecht. Ha giocato con gli Under 15 della nazionale olandese, ma a 17 anni ha scelto di indossare la maglia del Marocco. E il complice di questo passaggio fu proprio un tecnico olandese, coordinatore delle giovanili marocchine (questo l’ho saputo da Ettore Zocca).

Brahim Díaz è nato a Malaga, dove ha cominciato a giocare. A quindici anni, viene notato dal Manchester United e si trasferisce in Inghilterra. Ha giocato in tutte le nazionali giovanili spagnole. Fino all’esordio, nel 2021, nella nazionale maggiore. Poi un periodo di ombra, non viene più convocato. E così, tre anni dopo, accetta le convocazioni del commissario tecnico marocchino per giocare due partite amichevoli con la maglia del Marocco. Ettore Zanca racconta che Brahim si sente al 100% spagnolo e al 100% marocchino.

Bilal El Khannouss è nato in Belgio, primi calci nell’Anderlecht, titolare in tutte le nazionali giovanile belghe, ma a 17 anni sceglie di indossare la maglia del paese dei suoi nonni.

Dieci titolari su undici della Nazionale marocchina sono oriundi, sono nati fuori dal loro paese. Hanno scelto di giocare con il Marocco. Al 65esimo della partita contro il Brasile sono entrati in campo Samir El Mourabet (che è nato in Francia) e Chemsdine Talbi, nato in Belgio. In quei venticinque minuti finali, il Marocco aveva in campo tutti giocatori che non sono nati in Marocco, ma lo amano a cuore aperto.

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