Testo di Annalisa Coppolaro
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Annalisa senza freni. Questo è tifo: dichiarazione d’amore sconfinata per la Spagna di Lamine Yamal (nome arabo: لَامِين يَامَال نَصْرَاوِي إِبَانَا), ragazzo di 18 anni. Il Mondiale nordamericano alla corsa finale, svanisce la sociologia, rimane la tensione e la bellezza. Posso aggiungere? La forza di squadre meticce, il padre di Lamine è marocchino, la madre guineiana; il padre di Ousmane Dembelè è senegalese, la madre mauritana. I genitori di Nico Williams sono ghanesi e sono arrivati nei Paesi Baschi dopo aver attraversato il Sahara. Viva la Spagna, dunque, la Spagna di Lamine e Goya

Spagna, un lampo di fuoco nei mondiali. Fa sognare, entusiasma, accende emozioni. La Spagna è un fenomeno visuale oltre che atletico. Esteticamente, sono imbattibili. Ci sono gli uomini più belli del mondo nel paese, alcuni in squadra e altri nel pubblico bollente che canta e festeggia, sotto gli occhi entusiasti di una delle donne più glamour del cinema, Penelope Cruz.
Questa grande squadra proviene. Un paese di colori e profumi, che dai Paesi Baschi all’Andalusia ci ricorda suggestioni che non sono solo una moda. L’arte dei maestri di ogni tempo, da Velasquez a Goya e Picasso passando per gli spazi colorati di Mirò e le architetture fantasmagoriche di Gaudì, il cinema di Almodovar così fisico e impattante, cibi e vini che sono secondi solo all’Italia. Certo, l’Austria, con la sua grande musica e i valzer viennesi, non avrebbe potuto competere con il paese fascinoso e certo meno perfetto che ha inventato il flamenco e la siesta.
