Scrivo di notte. Una notte speciale a Gerusalemme. Questo breve racconto dura solo poche ore. Chi domattina lo leggerà, deve sapere che questo è già accaduto. Sta accadendo ora in quella città troppo santa.

Donatella, suor Donatella, vive a Bethlehem. In Palestina. Lavora al Caritas Baby Hospital, l’unico ospedale pediatrico di Palestina. Vive a un passo dal Muro. Poche centinaia di metri dal check point israeliano che sbarra la strada verso Gerusalemme. Suor Donatella conosce bene quel check-point: da anni, ogni venerdì, giorno sacro dell’Islam, va a recitare il rosario di fronte ai suoi cancelli. Mi ha scritto oggi, nel tardo pomeriggio, Donatella. Mi ha detto che in questa notte che sta passando, quasi fine di Ramadan, mese sacro dell’Islam, migliaia di mussulmani stanno camminando verso la spianata delle moschee. Pregheranno ricordando la Rivelazione del Corano al profeta Maometto. E’ una notte insonne nella città vecchia di Gerusalemme. Non è facile passare il check-point di Gerusalemme. Suor Donatella osserva questa folla in cammino. Le abbiamo chiesto di raccontarci quanto accadeva fuori dalla sua finestra (a.s.)

 

L’angelo Gabriele porta la rivelazione di Dio al profeta Maometto con il volto velato

 

Nella notte fra il 4 e il 5 luglio i nostri fratelli mussulmani sono andati a Gerusalemme per ricordare l’inizio della Rivelazione del Corano l Profeta  Maometto.

Questa data non e’ fissa perchè segue sempre il mese di Ramadan che “si muove” nel calendario,  come si stanno muovendo oggi i tantissimi arabi mussulmani che si stanno riversando su Gerusalemme. Non oso immaginare cosa ci sia nella spianata del Tempio, nelle stradine della Gerusalemme vecchia! Tutti gli arabi mussulmani della West Bank possono andare nella città santa solo attraversando il chek point n. 300! Quello di Betlemme per capirci! Una folla immensa e composta, grazie anche all’intervento della polizia stradale, si sta muovendo dai vari villaggi per andare a vivere la notte a loro sacra, una notte che ha un sapore e valore del tutto particolare come dice la sura n. XCVII “E’ la notte della Rivelazione. La notte dove scendono gli angeli e lo Spirito con il permesso del Signore a fissare ogni cosa. Notte di pace e di benedizione fino alla spuntar dell’aurora”.

Guardo dalla finestra della cucina e vedo i taxi che tentano di avanzare il piu’ possibile verso il chek-point. Quest’anno la security palestinese ha pensato bene di convogliare il traffico: è stato creato un senso unico! Gia’ dalla Caritas Street si puo’ andare verso il chek point senza vedere auto che vengono dal senso opposto, perché chi deve tornare indietro lo fa immettendosi nella strada dell’Antonian Society,  una parallela alla Caritas. Traffico intenso ma scorrevole. Ma moltissime persone lasciano il taxi nella Hebron Street e  percorrono la Caritas Street a piedi! E’ una folla capace di bloccare il traffico! C’e’ confusione. I clacson dei taxi  suonano all’impazzata come solo sanno fare gli arabi. Suono misto a quello delle sirene dalla polizia stradale che cerca di far osservare il senso di marcia! Qualcuno tenta sempre di infrangere le regole! Poi ci sono le macchine parcheggiate ai lati della strada! Arrivare domani mattina all’alba, e trovare la propria auto vicino al check-point e’ bello, la stanchezza si fara’ sentire , quindi fare passi in meno aiuta di sicuro ad arrivare a casa piu’ in fretta. Quindi perche’ non parcheggiare li’ dove c’e’ spazio? Non importa se nel marciapiede ci sono le strisce bianche e rosse (segno stradale che indica divieto di parcheggio).  Ma ormai tutti sanno che anche se ci sono i divieti di sosta nessuno rimuoverà le auto. Stanotte ‘ la festa, e’ la notte della rivelazione!

Non oso pensare che cosa ci sia al check-point pedonale. Non lo vedo da qui. Sento pero’ il vociare di chi incanalato nel corridoio limitato da rete metalliche sta in fila ad aspettare il suo turno, sapendo che prima di arrivare di là dovrà vedersela con tornelli e controlli e, con il tempo che passa! Ecco perchè  devono lasciare i loro villaggi presto! Non si sa quanto tempo ci vuole per raggiungere la Città’ Santa anche se ci separano solo 7 km.!

Stanotte qui, al Caritas Baby Hospital, ci sarà calma e se il sonno non sarà straniero ai  miei occhi potrò dormire magari addormentandomi pensando ai miei fratelli mussulmani che veglieranno tutta la notte;  e se non riuscirò dormire perchè  non pregare con e per loro? Stanotte e’ la “loro” notte!

Buona festa!

(Testimonianza di Suor Donatella/ Caritas Baby Hospital di Betlemme)