Fra il 23 e il 24 aprile comincia Ramadan. Per la prima volta, in mille quattrocento anni di storia dell'Islam, il mese del digiuno musulmano sarà 'diverso'. Tutto il mondo è diverso.

Per la prima volta, in mille e quattrocento anni della sua storia, l’Islam vivrà un Ramadan ‘diverso’. Tutto il mondo è diverso. Dalla Mauritania alla Malesia, un miliardo e ottocento milioni di musulmani (due milioni e seicentomila in Italia), come è accaduto ai cristiani per la Pasqua, vivranno il mese del digiuno come mai è accaduto ‘prima’.

Chiusi i luoghi sacri della Mecca. Chiusa la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme. Non ci saranno pellegrinaggi, né i datteri e il tè da condividere al calar del sole. Non ci sarà la preghiera collettiva. Non so se vi saranno le lanterne accese nelle strade del Cairo. Coprifuoco in Egitto. Come negli Emirati Arabi. In Indonesia, il paese islamico più popoloso, non si potrà tornare a casa, non potrà esserci ‘il mudik’. Il Ramadan, mese di rinuncia, di devozione (ma anche di festa), avverrà nelle case: è l’invito degli imam di ogni angolo della Terra. E trova in accordo gli ayatollah iraniani. La preghiera sarà in streaming. Non avrà lo stesso valore, ha spiegato Yassine Lafram, giovane presidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia: ‘La preghiera deve essere condivisa. Deve avvenire nello stesso spazio fisico in cui si trova l’imam’. ‘Non ci abbracceremo, non ci daremo le mani’, avverte Izzedin Elzir, imam delle comunità fiorentina. Basterà un cenno degli occhi.

Ramadan, in Italia, comincerà fra il 23 e il 24 di aprile.

Ramadan Kareem, ‘che questo mese sia generoso’. Ne abbiamo bisogno. (as)