La bottega di Tonino

Dopo quaranta anni mi sono tagliato la barba. Non abbiate timore: è già ricresciuta, non riuscivo a immaginarmi senza. Non vi mostrerò la mia foto a pelle nuda. Però è stata un bella storia. E solo Tonino, Acconciature per Uomini, poteva convincermi. Antonio Di Tomaso ha 72 anni e un’eleganza antica. Occhiali, capelli perfetti, gesti attenti e lenti. Barbiere a Rotonda, paese della Lucania che, ai piedi delle montagne del Pollino, è frontiera con la Calabria. I barbieri, ho scoperto nei miei giri per l’Italia dei paesi, sono spesso ‘un luogo di resistenza’. E lo sanno. Sfidano la modernità e il mercato. La lista dei prezzi di Tonino sta in fondo a uno scaffale, scritta a mano: otto euro per un taglio di capelli e quattro per la barba. Anche per la mia barba. Prezzi fermi dal 2006. Quanto è stata l’inflazione italiana in questi anni? La troikaeuropea è mai passata da Rotonda a scoprire i segreti di una vera economia?

Giorno di festa, anche la bottega di Tonino chiude

Tonino, a ben raccontare, non voleva fare il barbiere. Quello era il mestiere di suo padre. Il vecchio aveva il salone nella piazza del paese. ‘Là dove ora c’è la pasticceria’. Questa è storia importante. Tonino voleva studiare. Un altro fratello avrebbe tagliato i capelli ai rotondesi. Ma nel 1947 non c’era penicillina e il fratello maggiore, il primogenito, non sopravvisse al tifo e alla meningite. Un altro fratello aveva già deciso che avrebbe fatto il meccanico. Gli occhi del padre caddero su Tonino. ‘Non c’erano possibilità’, mi dice. Il ragazzino aveva appena compiuto dodici anni. Entrò in bottega. Faccio i  conti: fanno sessanta e un anno di barbiere. Ha l’aria di un nobile di campagna, Tonino. Dovete avere il dono del tempo quando venite a farvi i capelli. Non si prendono appuntamenti. Qui si viene e, se c’è gente, si aspetta. Questo è un luogo della parola. Si avverte a casa che non vi è un’ora precisa per il ritorno. Da Tonino si sa quando si entra, ma quando si esce è nelle mani delle sue forbici. E delle sue sua chiacchiere. Qui si viene per parlare. Di politica, a esempio. Tonino, con una terza media conquistata alle serali, ha fatto, da socialista, il vicesindaco, ha espropriato terreni, ha creduto in un mondo diverso. E allora qui si parla, per ore, delle storie della politica. Vi è chi viene a farsi i capelli e se ne va dimenticandosi il taglio dopo due ore di accesa conversazione. Le riviste del barbiere qui è l’Espresso. C’è il cavallino per i bambini. E il calendario di frate Indovino. Le lozioni sono un segreto professionale di Tonino. Lui spruzza brillantine e acque miracolose sui capelli.

Le tariffe

La sua bottega è davanti alla chiesa madre. Sua moglie è l’orafa del paese. Uscio accanto al suo. Porta accanto alla porta. La casa è sopra i due negozi. Quanto ti sei spostato nella tua vita, Tonino? Quanto hai viaggiato? Il mondo è venuto a trovarti. E il figlio del barbiere oggi sta per laurearsi in ingegneria informatica a Bologna. Un solo figlio, passaggio di generazioni: il padre di Tonino aveva undici fratelli, lui cinque. E’ questo il mondo che cambia?

Il cavallino

Il lavoro di Tonino

Ci sono tre barbieri a Rotonda. I ragazzi dai tagli con creste e le sfumature alla Ballottelli non passano dalla bottega di Tonino. Ma tutti hanno mosso i primi passi del mestiere da lui. Le ‘acconciature per uomini’ qui sanno di forbici e lamette di rasoio. E quando deve ripulirle dalla schiuma, usa quadratini di schedine del Totocalcio. La loro carta è eccellente per strusciare sulla lama del rasoio. La schedina che ha utilizzato Tonino per pulire la mia schiuma era del 1971. Ricorda: ‘Me le passava il tabaccaio e io le conservavo’.
A fine lavoro, compila la ricevuta fiscale con la maestria di un calligrafo.
Rotonda, 13 giugno