Testo di Silvana Kühtz

Fine anni ’80.

La bottega del barbiere è a Japigia, quartiere moderno di Bari. Che vorrei definire multiculturale, non già perché ci fossero gli immigrati, quelli negli anni Ottanta non s’erano mai visti, o forse non li avevo visti io, ma perché è sempre stato un quartiere abitato da varia umanità. Un quartiere anche turbolento e pieno di viali larghi, alberi, palazzoni.

Il barbiere si chiamava Peppino un tipo bassino, magro, spicciativo e simpatico come sanno esserlo certi baresi doc. La parlata agile e fluttuante, quella del barese che la sa lunga. Gli occhiali spessi che gli davano lo sguardo languido e liquido da fondo di bottiglia.

La bottega piccola, stretta, senza una scritta fuori, gli infissi di anticorodal, la serranda un po’ abbassata, in via Magna Grecia. Dentro, i soliti giornali sul tavolinetto basso e due sedie da barbiere.  Tre o quattro sedie per l’attesa, quelle con l’impagliatura di plastica, il che è una contraddizione in termini, mi rendo conto.

La clientela, giovani senza arte né parte, spatriati si dice a Bari per dire di qualcuno che ha quell’aria vaga dell’indolenza, e uomini di varia natura. Mi dispiace non aver mai fatto una foto a Peppino.

In questo contesto arrivavo io, una signorina appena maggiorenne, in Dyane sei arancione. E che si faceva manutenere da Peppino i capelli cortissimi. Peppino con l’austerità che può avere un peppino a Japigia, mi faceva sedere così, a secco, faceva roteare il mantello di acrilico e me lo metteva sulle spalle e dava il taglio. Tutto fra sette e cinquemila lire, che a me faceva pure lo sconto.

Devo ammettere che il taglio di Peppino non fosse proprio esemplare, c’era qualche buchetto nella mia massa di capelli corti, qualche sbalzo diciamo così, ma a me, andare da Peppino in mezzo a quegli uomini là che restavano con la sigaretta a bocca aperta, un equilibrismo, che quando mi vedevano avvicinarmi pensavano magari che dovessi entrare nella macelleria accanto e invece entravo proprio là in mezzo a loro a tagliarmi i capelli come loro, piaceva tantissimo.