Testo di Andrea Semplici

Per Luis Sepúlveda

Martina mi sorprende. Sempre. Accadeva ‘prima’, quando a un certo punto di una riunione annunciava: ‘Ora vado a farmi qualche piega’. E scoprivi che se ne correva in moto, scegliendo strade con molte curve. Adesso, in questo ‘durante’, che il suo ‘correre’ si è rallentato per colpa di un virus, mi sorprende un’altra volta: ‘Lavoravo settanta ore a settimana e se frenavo avevo i sensi di colpa. Ecco, non ne ho più. Ora mi capita di godere del silenzio e il canto degli uccelli’.

Fiamma vive e lavora a San Frediano. Quartiere popolare di Firenze. Che non ha mai smarrito le reti del suo ‘stare assieme’. Così è nata una strana alleanza fra il biciclettaio dell’angolo, il panettiere di via dei Serragli e l’edicolante della piazza. Tutti sono diventati terminali dei libri in arrivo o in partenza. Porti e approdi di pagine di carta.

Niccolò aveva deciso che per il suo compleanno si sarebbe regalato un balzo in Irlanda, isola della sua vita. Era marzo e il virus ha impedito questo viaggio. La decisione alternativa è stata singolare: non ha riaperto la libreria e ha fatto un viaggio casalingo. Per tre giorni ha scritto un racconto: la storia di una nave che, solitaria e abbandonata alle correnti, si è arenata su una spiaggia irlandese dopo un misterioso viaggio durato un anno e mezzo.

Stiamo parlando di tre giovani libraie/i. Alle prese con questo tempo graffiato dal virus.

Martina

Conosco da anni Martina Castagnoli, libraia della On the road, libreria di viaggi alle porte di Rifredi a Firenze. Siamo così diversi: io, lentissimo; lei veloce e in perenne movimento. Come, del resto, lo sono tutti i librai coraggiosi e solitari. Solo da poco Martina si concede dei giorni di vacanza durante l’anno. Non so come adesso riesca a far quadrare i conti degli affitti e delle tasse che scandiscono il tempo anche in questi mesi di chiusura, ma so che ‘ce la farà’. In queste settimane, diventate mesi, Martina ha avuto una ‘fortuna’. Una fortuna figlia di una scelta: lei, da sempre, ha privilegiato i racconti del viaggio, i romanzi di scrive del mondo, la narrativa dei viaggiatori: si viene da Martina quando si cerca un libro che ci aiuti a capire qualcosa in più di una guida. Libri che aiutano a viaggiare. In genere si esce dalla On the road con due libri, la guida e il racconto. In più, Martina ha lettori affezionati: a lei si chiedono consigli su quali libri leggere. E, di conseguenza, nel tempo della chiusura, in molti hanno prenotato libri da casa. Venivano consegnati a casa. E, nei giorni delle porte socchiuse, si prenotava un libro e si passava a prenderlo senza entrare nella libreria. Adesso, anche Martina riapre. Con tutte le cautele e le prudenze necessarie.

Anche nei giorni di chiusura, Martina cambiava sempre la ‘vetrina’. I libri sono come le cipolle e le speranze, vanno annaffiati con cura.

Martina non ama troppo le tecnologie, è diffidente verso i computer e i cellulari. Non ha instagram. Ha bisogno della parola, dello scambio, del ‘contatto diretto’, dice.  Eppure in queste settimane sono arrivate richieste dall’Umbria, da Genova, da Pistoia, da Pesaro. Ci sono state dirette facebook con scrittori.

Dovremo fare tesoro di questi giorni: è come se stesso nascendo un modo diverso di ‘fare il libraio’.

Libri più venduti:

Tempo variabile di Jenny Offill (ed. NN)
Indian Creek di Pete Fromm (Keller ed)

Toscana, presentazione tatata

La libreria Tatatà è degna di San Frediano, quartiere popolare del centro fiorentino. Piccola, quasi nascosta, eppure basta seguire un intuito e non è così difficile trovarla. Fiamma Petrovich si arrampica sul terrazzo e organizza dirette con autori e racconti su questa Firenze: in queste settimane, assieme a Luna, disegnatrice, ha ricostruito una mappa mentale e reale della sua città. Martina e Fiamma sono tornate, in tempi diversi, a Firenze dopo aver passato anni altrove. Questa è la loro città.

Fiamma ha una ‘biciclettona’ gialla, la ‘giallona’, appunto, che Carmine, ciclista, ha utilizzato per consegnare a casa i libri nei giorni della chiusura. Adesso la libreria apre due ore al mattino e due al pomeriggio. Guanti e gel. Altrimenti c’è una rete di oasi che accolgono e smistano i libri in arrivo (il panettiere, il biciclettaio) e in partenza (l’edicola di Santo Spirito).

Molta attenzione ai bambini. In molti hanno regalato libri e Fiamma ha offerto segnalibri disegnati a mano. Libraia-amanuense, dunque. Ma sta anche creando un futuro e-commerce. ‘Dovremo reimmaginarci, unire il remoto e il vicino – prevede Fiamma – E le botteghe di quartiere saranno sempre nodi di una vita in comune’. Progetta una piccola stamperia nel retro della libreria. E sogna riaperture di giardini per offrire libri dal cestino della ‘giallona’.

Libri più venduti:

Cecità di José Saramago
L’algoritmo e l’oracolo di Alessandro Vespignani
Le illustrazioni di Beatrice Alemagna per Topipittori 

Niccolò

Niccolà Gaudino non ha mai davvero chiuso la sua Orsa Minore, altra libreria di viaggio a Pisa: ha consegnato libri pedalando o in motocicletta. Poi la sua Bonneville si è inceppata e attende un pezzo di ricambio. Ma, certo, Niccolò non si è fermato. Mi confessa: ‘La mia vita non è cambiata poi di molto’. Ha continuato a giocare: il gioco dei minuti, per esempio. Nella libreria riaperta appena possibile (due ore al mattino, tre al pomeriggio) si entra solo uno per volta. E chi prenota un libro può decidere il tempo necessario: dodici minuti che saranno riservati solo a te, per i più golosi. Sei minuti, taglio più ridotto, ma con colonna sonora per chi ha bisogno della musica. Tre minuti se accetti di comprare un libro a sorpresa, deciso dal libraio. E’ un riuso del tempo, una riserva sul tempo, senza l’assillo di chi fuori aspetta il suo turno. ‘Vengono molti vecchi amici, lettori esperti, ma, per la prima volta, ho visto anche tante facce nuove’. Come se la riapertura avesse incuriosito passanti inquieti a cerare nuovi rifugi. ‘Ora siamo visibili, per giorni, come non mai, si è parlato delle librerie’. Certo non saranno tempi facili: queste sono le settimane nelle quali si veniva all’Orsa Minore per comprare il libro per farsi accompagnare in un viaggio sognato da tempo. Non ci saranno molti balzi oltre oceano, quest’anno. ‘Ma sto vendendo bene carte e mappe dei territori qua attorno: quest’anno ci saranno molti nuovi camminatori’.

Niccolò è davvero in vena di confessioni: ‘Avrei abbracciato il primo cliente che è rientrato in libreria. Non potevamo farlo. Dovremo riabituarci. Siamo come atleti che ricominciare a correre dopo un infortunio: abbiamo bisogno di pazienza, di forza, di tenacia’.

Libri venduti:

L’avventura di Washington Black di Esi Edugyan (Neri e Pozza).
Le viaggatrici del Gran Tour di Attilio Brili (Il Mulino)

E tutti hanno venduto i grandi classici: Sepúlveda, Chatwin, Fermor, Coloane.