Perdonatemi, violazione di regole. Questo post sarà capito solo da chi è venuto a Vicopisano. All’incontro Dèi Camminanti. All’incontro della gente di Erodoto.

Appigli di Andrea Semplici

Vicopisano, primavera

Vicopisano, primavera

Fabio è venuto dalle campagne di Asti, poteva fermarsi solo due ore. E’ arrivato in treno. Mi sono commosso. Ci siamo accorti che è altissimo. Dal web, non si capiva.

Pino è arrivato da Conversano. Che sta in Puglia. Appariva timido. Poi ci ha raccontato del suo desiderio di raccontare, disegnare, conoscere. Un aereo fino a Pisa. Non gli ho chiesto: ‘E da Pisa?’

Anna è arrivata da Milano con la nostalgia della giornalista. Ha cercato di dare consigli a Francesca. Hanno parlato a lungo loro due.

Anche Anna è arrivata da Milano. E non la conoscevo. Si è presentata solo alla fine e avevamo molte cosa da dirci. E lei ne aveva molte da dire a noi.  Capiterà, ne sono certo.

Poi c’era Carmen, che è stata lì così. Mi ha detto che mi conosceva per aver viaggiato con una mia guida mille anni fa.

E Mauro che era venuto per Franco e per i paesologi, ma che si è divertito un sacco alle nostre chiacchiere. E poi ha sfiorato antichi amori di scuola.

Il sole irrompe nella chiesa

Il sole irrompe nella chiesa

Irene era felice di averci a Vicopisano. Ha un bel sorriso. Mi piacerebbe camminare sui suoi monti. Dopo tre giorni, aveva splendide occhiaie.

Giulia è arrivata da Viareggio. E io, colpevolmente, mi chiedevo chi fosse, dove l’avevo conosciuta. Alla fine mi ha spiegato. Anche lei avrebbe avuto da dirci molto. Ci vuole un altro appuntamento. E magari salirà sulla nostra barchetta sgangherata.

Un pittore lucano è arrivato da Pontedera. Solo per vedere i suoi paesani e capire chi eravamo. Non lo conoscevo.

Francesco è salito con Bla-bla car da Roma per raccontarci una storia di Accettura e di Rocco Scotellaro. E’ bravo, Francesco.

E c'erano anche i cantori sardi

E c’erano anche i cantori sardi

Silvia è arrivata da Reggio Emilia con suo figlio e con Francesca che va in bicicletta (e a volte gestisce sexy-shop provvisori). Silvia canta in gregoriano, questa volta ha cantato in nasale di Trevico. Alla domenica sono andati al mare e poi a mangiare a Bologna. Gente in movimento.

Franco ha aperto questa storia per raccontarci della paesologia e dei suoi sogni impossibili. Un paesologo quasi (s)paesato lontano dal Sud e dagli Appennini interni.

C’era Simome che di mestiere fa il fabbro e va in bicicletta. E già sogna un viaggio Trevico-Aliano. Che è la promessa di Erodoto.

Vittore è sceso da Milano perché tiene ai giovani e ha foto del Messico che non fa mai vedere. Silvia ha ascoltato con attenzione. Mi piacerebbe che dicesse cosa ne pensa. Sono andati a Pisa perchè Silvia non aveva mai visto la Torre.

Nemmeno Andrea aveva mai visto la Torre. E’ venuto con Laura. E Laura, sua sorella, si è messa in fondo. E poi ha detto: ‘Siete quasi dei geni’. Per fortuna: quasi.

Sandro ha suonato la chitarra che ha trovato su un tavolo. E’ venuto da Ferrara e ci ha parlato d’amore. Poteva portare i suoi figli e sua moglie.

L’altro Sandro è del paese, ma arriva da Montecatini con la sua macchina fotografica. Ci ha donato le foto e i video.

Rino e Marilena ci hanno detto di un mondo analogico. Un altro universo. Come costruire un ponte digitale-analogico. Provate a disegnare i file. Con le matite.

Fuggire con la sposa

Fuggire con la sposa

E poi c’eravamo noi. I ‘non’. I non-giornalisti, i non-redattori, i non-fotografi, i non-grafici, i non-videomaker. Ci mancava la non-web master e ci avrebbe fatto piacere averla fra noi.

Insomma, se avete capito cosa è Erodoto108, ditemelo. Soprattutto fatelo. E se in queste poche righe mi sono dimenticato qualcosa aggiungetelo. Fatene post collettivo. Perché io non so raccontarvi cosa è successo sabato. So che qualcosa è successo. Di provvisorio, ovviamente.

E ora?

E ora?

E so che Sara, a sera, di fronte a schifezze di cibo (ma la birra era buona), mi ha detto: ‘Ma ti sei reso conto di cosa abbiamo fatto?’. Ero troppo stanco.

Io mi chiedo se qualcuno ha salvato le quindici piantine (violette e pensèe) che avevamo comprato per farci belli.

Vicopisano, 28 marzo