Testo e foto di Lorenza Pampaloni

Mario Brunello e Sergey Krylov suonano con l’Orchestra giovanile italiana sul palco del Teatro dei Maggio fiorentino. In mano hanno strumenti costruito con i legni dei barconi dei migranti dai liutai del carcere di Opera

La sala Zubin Mehta del Teatro del Maggio di Firenze, una lunga scalinata che degrada verso il palcoscenico, è affollata e rumorosa. Ma tace di colpo quando in scena entra un violoncello dai colori insoliti, bianco e azzurro. Non il colore ambrato che associamo a questo strumento, ma strisce colorate, luminose. Lo imbraccia Mario Brunello, violoncellista di fama internazionale, raggiunto poco dopo sul palco da Sergej Krylov, violinista russo con in mano uno strumento anch’esso a strisce, verdi gialle e rosse.

‘Strumenti che vengono da lontano – esordisce Mario Brunello – Quelli che abbiamo in mano, io e il mio amico Krylov che ha accolto con slancio l’invito a questo concerto fiorentino dell’Orchestra del Mare, non hanno ancora suonato davanti a nessuno, siete i primi a condividere una storia commovente e intensa. Il legno di questo violoncello e di questo violino porta nelle sue fibre storie di speranza e futuro, quella delle persone arrivate (o no) sui barconi sulle nostre coste’. Applausi.

Legno di barche che poi è stato “sdoganato – prosegue il violoncellista – e portato a Milano al carcere di Opera, dove ci sono persone che avranno sì sbagliato, ma ora costruiscono strumenti che sono pensieri di libertà. ‘Perché la musica e libertà’.

Insieme ai due solisti prendono posto sul palco i ragazzi dell’Orchestra giovanile italiana della Scuola di musica di Fiesole, anch’essi dotati di violini, viole, violoncelli e anche un contrabbasso, costruiti con il legno colorato delle barche dei migranti. Con un effetto ottico straniante, ma anche di leggerezza e perché no di allegria.

‘Abbiamo voluto coinvolgere nell’Orchestra del Mare questi giovani, che da anni suonano insieme e si ascoltano reciprocamente, per diffondere grazie a questi strumenti pieni di storie un messaggio di accoglienza, speranza e futuro’.  E due musiciste, che hanno fatto parte in passato dell’Orchestra giovanile, ma ora sono oltre, Angela Tempestini, violinista, e la violencellista Maria Salvatori si affiancano a Brunello e Krylov nell’esecuzione di due dei brani in programma, ‘Violoncello vibrez!’ di Giovanni Sollima e ‘Campanella’ di Niccolò Paganini, dal concerto n.2 in si minore. Gli altri erano stati, in apertura, Bach, concerto in re minore BWV 1043 e ‘Adios Nonino’ di Astor Piazzolla.

Un repertorio vario, coinvolgente e apprezzato dal pubblico, con tanti giovani in sala. Per chiudere un pezzo di Mozart, suonato insieme da tutti i musicisti, “per sentirci giovani” ha detto scherzosamente Brunello. E, chicca di una serata da non dimenticare, i due solisti di fama si sono messi a suonare mescolati ai giovani dell’Orchestra giovanile, come musicisti di fila. E neanche di prima fila.

“Mozart e il bis di Bach lo dedichiamo a tutti loro” ha concluso Brunello insieme a Krylov. Così i migranti e i detenuti del laboratorio di liuteria del carcere di Opera, ma anche di altri istituti, hanno dato un senso “altro” alla serata.  Applausi.

L’ Orchestra del Mare che non è un’orchestra stabile, ma è composta di concerto in concerto da compagini musicali diverse, fa parte del progetto Metamorfosi, della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Tutti i musicisti suonano però “strumenti del mare”, ottenuti col legno delle barche dei migranti.