in attesa del numero di primavera con un focus sulle repubbliche ex sovietiche, qualche assaggio di una Georgia rurale e delicata

foto di Salvatore Di Vilio

parole di Eugenio Tinto

IMG_6942Era mattino presto, fuori era buio e tu dormivi ancora. Mi ricordo che eri sul fianco sinistro e la tua faccia era beata, forse dormivi un sonno senza sogno. E la tua faccia era davvero beata. Mi preparai senza fare rumore, nessuna valigia, solo il minimo per superare il confine. I documenti, le foto tessera, le sigarette. Non ero triste, il buco che avevo nell’anima si era ingoiato anche l”ultimo spasmo di dolore. Ricordo solo che era buio, e che il gallo aveva smesso di cantare poco prima che aprissi la porta. Ho dovuto farlo, non riuscivo più a sopportare il peso dell’incompiutezza. Erano troppi gli errori, troppi gli sbagli che avevo consumato, anche se tu non me li hai mai fatti pesare. I tuoi occhi erano sempre calmi con me, come quel mare che un giorno mi portasti a vedere sulla Marina. Le tue mani erano sempre delicate sul mio corpo, anche quando sapevi che l’avevo bruciato nel camino dell’errore. Sapevi sempre tutto, anche se non mi dicevi niente; che cosa c’è di più bello dell’essere immensi e chiudersi in uno spazio in cui nessuno riesce a vederti? Non riesco a far finta di nulla, anche se tu per me hai avuto solo parole che rasserenano il cuore. Non riesco a far finta di nulla.

 

la foto è stata scattata a Mtsketa, nella cattedrale di Svetitskhoveli, costruita nel IV per custodire le sepolture degli antichi re proprio sul luogo dove venne sepolta la tunica di Gesù. La veste santa arrivò fin qui portata da Elioz, un ebreo dell’antica comunità di Mtsketa che, partito per Gerusalemme per sentire la verità sul Messia, arrivò quando ormai le cose erano precipitate e si trovò ad assistere alla Crocifissione. Fu così che comprò la tunica dal soldato romano che l’aveva vinta come racconta il vangelo di Giovanni e la portò a casa dove la sorella, Sidonia, la strinse al petto e morì. Nessuno riusciva a strappare la tunica dalle braccia della fanciulla e così Sidonia fu sepolta insieme alla reliquia.