Francesco è per metà inglese, per metà italiano. Gli azzurri rimangono in silenzio: esclusi da Mondiale. Ma gli inglesi ci sono e hanno sconfitto la maledizione dell’Azteca. I pub rimarranno aperti fino alle due del mattino. Tutti, anche i più cinici, stanno trattenendo il fiato. L’attesa in equilibrio fra la paura e la speranza.

Testo di Francesco Nowell

Foto di Andrea Semplici

Germania 2006. England Expects.

Dopo aver vinto il proprio gruppo, la squadra di Sven Goran Eriksson, con David Beckham, John Terry e Michael Owen perde ai rigori contro un Portogallo ispirato da un giovanissimo Cristiano Ronaldo. É la prima partita dell’inghilterra che mi ricordo, e ancora oggi, ripensandoci, ho il cuore infranto.

Sudafrica 2010. England Expects.

Un’altra delusione, questa volta ai quarti. Un 4-1 contro la Germania, con tanto di gol fantasma dei tedeschi che echeggia quello che noi facemmo a loro nella finale di Wembley del 1966. Un finale che nessuno si ricorda, a meno che non sia inglese. Perché, a distanza di sessanta anni, é ancora l’unica finale che l’Inghilterra riuscí a raggiungere, e la vinse proprio grazie a quel gol. Sono nato nel 1996, a metá strada tra quella finale e oggi, ma il nome di Bobby Charlton rimane sacro, piú di Bellingham, per alcuni addirittura piú della regina.

2014, 2018, 2022. Le squadre cambiano, le aspettative rimangono. England expects. Forse con un allenatore italiano migliorerebbero le cose. O forse inglese? Un ritorno al 4-4-2 classico magari? No dai, facciamo tiki-taka. Niente da fare. England expects, ma i tifosi, prima o poi, tornano a casa pieni di birra e svuotati di lacrime. La societá Inglese non dá tante opportunitá di sfogo emozionale, bisogna approfittarne.

E quest’anno, con una squadra ancora piú forte di quella del 2006, le aspettative sono altissime. Ma nonostante ció, chi davvero ci spera sa anche che ci vorrá un po’ di magia per battere la Norvegia, che ha uno spirito di coesione che possiamo solo invidiare. Noi inglesi siamo pragmatici, ma c’é chi pregherá stanotte: per un miracolo, una mano di dio, un gol fantasma, un qualcosa di per farci continuare a sperare. Con la vittoria contro il Messico all’Azteca c’é la sensazione che ci siamo sbarazzati di una maledizione; fu in quello stadio nell’86, che Maradona ci spezzó il cuore.

I pub, che di solito fanno i “last orders” alle 22:30, rimarrano aperti fino alle 2 del mattino. Un intero paese, che da settimane soffre da un’ondata di calore, ci si radunererá e tratterrá il fiato. Nonostante i ‘Sixties years of hurt’, i ‘Sessanta anni di sofferenza’, nonostante i tabloid piú cinici che mai, nonostante tutto: England Expects.