Posso immaginare gli inglesi passeggiare nervosamente, riunirsi nell’inevitabile pub che, per l’occasione rimaranno aperti fino alle due del mattino, valutare con attenzione la visibilità del televisore. I lunghi digiuni autorizzano paure e desiderio. Non so dove Annalisa abbia letto che 463 milioni di famiglie seguiranno stanotte, alle 23 londinesi, la partita contro la Norvegia. I due paesi sono divisi dal mare del Nord. E forse qualche cosa vuol dire.
Non ho resistito, all’insaputa uno dell’altra Francesco Nowell e Annalisa Coppolaro Nowell mi hanno mandato nella notte due racconti su Norvegia-Inghilterra. Madre e figlio. Troppo bello pubblicarli. Se fossi un vero giornalista, li avrei lasciati anonimi e lasciato a voi lettori il dovere di riconoscerne gli autori.
Testo di Annalisa Coppolaro Nowell
Foto di Andrea Semplici

Ho vissuto a Londra per 14 anni.
E in quella fase ho inviato corrispondenze a D di Repubblica, Nigrizia e ho collaborato con The Guardian sempre con il mio cognome doppio Coppolaro Nowell. mentre nella vita mi chiamavo Mrs A. Nowell, come ogni donna sposata a un britannico. Sono riuscita a mantenere anche il mio cognome italiano nelle firme ma ho anche capito che le consuetudini britanniche sono dure a morire.
In questi anni ho capito anche un altro concetto: che il calcio inglese non scherza. La Premier League a cui partecipano venti squadre rappresenta il campionato sportivo più visto al mondo, seguito in 212 territori , da 463 milioni di famiglie. Potenzialmente può raggiungere un pubblico televisivo di 4,7 miliardi di persone e dal 2024 l’affluenza di pubblico totale alle partite, che si tengono da agosto a maggio, superano i 40 mila spettatori negli stadi per ogni partita. E’ il massimo campionato inglese e ha un record: sono sei i club inglesi della Premier che hanno vinto quindici coppe europee in totale.
Ma il calcio inglese ha avuto momenti di grandissima difficoltà dovuti al gravissimo teppismo negli stadi, essendo addirittura banditi dal partecipare per cinque anni alle competizioni europee, dopo il dramma dello stadio Heysel del 1985 quando i tifosi del Liverpool, nella finale di Coppa dei Campioni con la Juventus attaccarono gli juventini e prima dell’inizio 39 tifosi per lo più italiani e juventini restarono schiacciati e uccisi da un muro e 600 persone furono ferite. Lo stadio non aveva superato le ispezioni ma vi fu giocato comunque e dopo quel terribile momento partì la fase discendente del calcio inglese che si riprese solo negli anni Novanta.
Oggi l’ epoca nera del tifo sconsiderato è finita da tanto, e la nazionale inglese sogna la coppa dal 1966, Un digiuno di sessant’anni che forse dura da troppo tempo. David Beckham va a trovare e incoraggiare la squadra il giorno prima, ma conta su due giocatori fondamentalmente, Holland e Kane. E la marea (corretta) del tifo inglese è reale negli stadi Usa. La Norvegia dal canto suo non è una squadra facile, giovanissima con un campione come Oscar Bobb ventitreenne figlio di un gambiano e di un’attrice norvegese che gioca nel Fulham, fortissima squadra inglese. Ci saranno emozioni, e nessuno dei due sarà pronto a lasciare spazio all’altra nella più gronde emozione possibile in prospettiva della semifinale. Due algide realtà culturali che sicuramente però infiammeranno l’Hard Rock Stadium di tifosi e di sogni.
