Testo e foto di Isabella Mancini

@isabellamancini

Isabella Mancini

L‘alta Murgia è uno dei distretti vinicoli più antichi della Puglia. E qui che si può scoprire il vitigno autoctono del Nero di Troia. Ricchissima di ipogei, naturali e artificiali, l’antica Canusium è meta del turismo archeologico: necropoli, templi paleocristiani, strutture magno-greche e romane, chiese e palazzi. La campagna è punteggiata di masserie che si possono avistare camminando verso Minervino Murge. Tra queste colline si accavallano i sentieri della transumanza. La primavera schiude in questa terra i colori dei cardi selvatici e dei baccelli. Minervino si erge maestoso fiero di essere stato uno dei pochi paesi che ha dichiarato guerra all’Italia: il 24 giugno del 1945 scoppiò una rivolta comunista che fu sedata solo con l’arrivo dell’esercito, del Battaglione San Marco. Ai suoi piedi la Grotta di San Michele, oggi chiesa, luogo di culto dedicato a San Michele Arcangelo, ma già frequentata in epoca paleocristiana. Il Nero di Troia è stato recentemente rivalutato anche grazie all’impegno delle aziende vitivinicole locali che hanno dedicato studi e attenzioni per domare il carattere tanninico di queste uve: deciso e dolce, leggermente agrumato è da assaggiare sotto il portico del Santuario della Madonna del Sasso da cui si può godere la vista di Minervino Murge.

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