E giovedì 11 giugno a Mexico City comincerà il nuovo torneo. Ma noi non ci saremo (Nomadi, 1966) e non avremo Notti Magiche (Bennato-Nannini, 1990) inseguendo un gol: per la terza volta abbiamo tristemente fallito la qualificazione. Peccato anche perché Mexico City mi riporta a dolci ricordi, la magnifica estate del 1970, Italia Germania 4 a 3…
Testo di Stefano Spadoni

Ci sono avvenimenti nella vita di ognuno che scandiscono il tempo, meglio di un compleanno, di un anniversario.
Ci sono degli avvenimenti che ti rimangono talmente impressi che ti ricordi esattamente con chi e dove ti trovavi nel momento in cui succedevano: quando hai visto le Twin Towers di New York collassare, quando hai ascoltato per la prima volta Imagine di John Lennon, quando Fabio Grosso ha realizzato il rigore decisivo nella finale dei mondiali di calcio.
Ecco, i mondiali di calcio, ogni 4 anni, puntuali.
E giovedì 11 giugno a Mexico City comincerà il nuovo torneo. Ma noi non ci saremo (Nomadi, 1966) e non avremo Notti Magiche (Bennato-Nannini, 1990) inseguendo un gol: per la terza volta abbiamo tristemente fallito la qualificazione. Peccato anche perché Mexico City mi riporta a dolci ricordi, la magnifica estate del 1970, Italia Germania 4 a 3, Enzo Iannacci che canta Messico e nuvole, le piazze le strade piene di gente felice con bandiere tricolori canti clacson di auto. Le partite? Alla fine, un pretesto per stare insieme e festeggiare, giovani e spensierati.
Ho dato uno sguardo alle squadre partecipanti. E ho avuto più di un sobbalzo sulla sedia trovando nei gironi per esempio Curacao, Uzbekistan, Capo Verde, Panama, Rd Congo, Ghana. E’ il risultato di giochi politici, buoni per acquisire voti e poltrone di comando. Mi raccomando, non perdetevi il 18 giugno alle 1,00 Ghana – Panama… e il 28 giugno alle 1,30 Congo – Uzbekistan… magari potrebbe saltare fuori chi non ti aspetti.
Ma oggi, da amante del calcio, non posso non tifare Brasile, la squadra dei sogni calcistici, la nazionale del 1958 campione in Svezia con Didì Vavà e un 17enne ma già immenso Pelè, la nazionale del 1970 campione in Messico che schierava in attacco contemporaneamente 4 numeri 10 più Jairzinho. La Selecao verde-oro capace di trasformare il rettangolo di gioco in un palcoscenico di arte e fantasia, dove il calcio diventa una danza e la palla un oggetto magico che rimbalza rotola vola. Sarà un caso che la forma della Terra sia la stessa di un pallone?
Primo appuntamento del Brasile? Domenica 14 giugno a mezzanotte contro un ostico Marocco, fresco vincitore, non senza polemiche, della recente Coppa d’Africa. La gara d’apertura intanto sarà giovedì alle 21,00 Messico – Sudafrica, sonnolenti sombreri contro veloci springboks. Forza, calciofili di tutto il mondo, prepariamoci.
Non avrò nemmeno stavolta i miei riti scaramantici, le mie superstizioni che oramai hanno smesso di funzionare. La vecchia maglietta azzurra del mondiale 1990, le linguine al pesto prima della partita serale della nazionale, i libri di Gianni Brera sul tavolino accanto… Aspettiamo altri quattro anni? Per forza, il tempo inesorabile passa, solo Lev Yascin non faceva passare un pallone nella sua porta.
A presto e …buona visione a tutti
