Testo di Isabella Mancini/ Foto Maika Elan

The Pink Choice

Un caffè grazie. Amaro, filtrato, lungo, macchiato, freddo e caldo, con poca schiuma, in tazza grande o in vetro. L’aroma è quello che conta. Se fatto al banco deve essere schiumoso, liberare il profumo solo dopo aver spaccato il salvagente di cremosità e rilasciare tutto il suo potenziale dopo l’ultimo sorso. Trovare un luogo dove tutto questo sia capito, apprezzato, ascoltato, compreso non è semplice, soprattutto se si è ad Hanoi. Ma al Manzi Art Place, aperto dal 2012, sembra proprio di no. Non solo caffè ma anche stuzzichini e finger food, un menù totalmente locale con bevande che guardano però lontano. Oltre al caffè, ai drink, il Manzi Art Place è casa per l’arte contemporanea asiatica, più in generale, vietnamita, in particolare. Pochi giorni fa ha presentato il suo libro, The pink Choice, la World Press Photo Maika Elan, che abbiamo avuto il piacere di intervistare qualche mese fa a Firenze, in occasione della sua esposizione. Fotografia, scultura, design, video e film sono il sale di questo mix internazionale nel cuore della capitale vietnamita. Ad inizio del mese sono stati ospiti dello spazio il giapponese Miya con la sua installazione di sale, poi i corti sperimentali di registi vietnamiti assieme alla serie web Chieu Bong. Il 13 giugno, per chi si trova in zona, alle 18,30 l’artista e scultore Thai Nhat Minh allestirà un’esibizione site specific per esplorare il rapporto tra scultura e spazio. Sul web solo su twitter e facebook.

foto del Manzi Art Place

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