Sui social vivono ancora alcuni dei ragazzi e delle ragazze uccisi dai bombardamenti israeliani su Gaza. Delle vittime, non si conosce mai il volto, il corpo, i loro desideri, i loro saperi, le loro capacità. A noi piacerebbe averli ancora con noi e ringraziarli per l’eredità che ci hanno lasciato.

l

Ismail abu Hattab (foto da InvictaPalestina)

Alcune delle vittime dei bombardamenti israeliani su Gaza sopravvivono nel mondo virtuale. Soprattutto su Instagram. È la nostra contraddizione: questo social appartiene a Meta, società che fa parte alla schiera dei padroni del mondo. Meta è accusata di sostenere, indirettamente, il governo israeliano.

Ma non di questo.

Vogliamo i nomi e le storie di chi muore a Gaza. Vogliamo ripercorrere le loro tracce. Mostrarli. Far capire a chi li sta uccidendo, l’orrore delle loro azioni. Gridarli quanto anche loro stanno perdendo. Questa era, è ancora, davvero ‘la meglio gioventù’.

Ecco Ismail abu Hattab. Fotografo, videomaker, artista visuale. 32 anni. È stato ucciso da una bomba da 230 chili sganciata su un bar sulla spiaggia di Gaza City. È uno dei migliori fotografi della sua generazione, capace di crearsi un sapere artistico in una realtà come Gaza. Le sue foto e i suoi video sono stati esposti lo scorso anno in una Tent Galery a Los Angeles. In questa estate dovrebbero apparire prima a Chicago e poi a Londra. ‘Non posso lasciare Gaza – aveva scritto – ma posso mandarvi le nostre storie’. Ha lavorato per la Bbc, per l’Unesco, per Dw, tv tedesca. Nel 2023, venne seriamente ferito dalle schegge di un altro bombardamento mentre stava lavorando: per un anno non riuscì a camminare.

Trovate la sua mostra ‘Beteween sky and sea’ si trova qui: https://www.instagram.com/p/DMDP-PWInqv/

Il suo Instagram: https://www.instagram.com/ismailabuhatab/

Ismail ha creato anche una piattaforma, ByPa, dove i fotografi e i videomaker palestinesi potevano pubblicare i loro lavori: https://www.instagram.com/bypa.bypalestine/

(as)